Book Pride, la fiera dell’editoria indipendente

Comincia oggi, venerdì 24 marzo, la terza edizione di Book Pride, la fiera degli editori indipendenti che si protrarrà fino al 26 marzo e che avrà luogo nel polo culturale di Milano, il BASE, e nelle sale del Museo delle Culture; l’ingresso è libero e la programmazione prevede una serie di incontri – tra cui anche alcuni più professionali, dedicati in particolare agli editori- incentrati non solo sulla letteratura e sui libri, ma anche sull’attualità, oltre a numerose presentazioni di libri.
L’evento, organizzato dall’Osservatorio degli Editori Indipendenti (ODEI), ha già avuto molto successo nelle edizioni passate – quella dell’anno scorso, ad esempio, ha raccolto la partecipazione di oltre 30.000 persone – e quella di quest’anno non sembra essere da meno, con la partecipazione di oltre 200 case editrici indipendenti e l’allestimento di 160 stand; vi sarà inoltre la presenza di uno spazio tutto dedicato ai giovani, Book Young, orientato verso l’editoria indipendente per ragazzi e che metterà a disposizione un laboratorio per bambini.
Il tema centrale di questa edizione è quello dello straniero – tema sicuramente molto attuale- in onore del saggio di Albert Camus Lo straniero uscito per la prima volta nel 1942 e che ispirerà i dibattiti e gli interventi di diverse personalità importanti, come ad esempio Marco Travaglio che, insieme a Peter Gomez e Gianni Barbacetto, parlerà di «Mani Pulite», la serie di inchieste giudiziarie che negli anni novanta posero fine alla Prima Repubblica e di cui si celebra il venticinquesimo anniversario.
Saranno presenti, inoltre, dei laboratori di traduzione in lingua inglese, francese e spagnola per dare la possibilità ad aspiranti traduttori di cimentarsi sulla traduzione di estratti di opere in pubblicazione.
In questa atmosfera di generale dibattito e informazione non mancano i giochi e le competizioni, che si rivolgono in particolare ad aspiranti editori: il Fanta-Book, promosso da ODEI che permette ai visitatori della fiera di diventare editori per un giorno; anche gli scrittori emergenti che vogliono far leggere le proprie opere a degli editori potranno inviarle tramite e-mail e i primi 100 saranno giudicati da alcune delle migliori case editrici indipendenti, mentre tra questi ne verranno scelti dieci che verranno letti pubblicamente.
Un programma, quindi, decisamente denso e vario che mira a coinvolgere il maggior numero di persone possibile.
Ma perché abbiamo bisogno di eventi come questo?
Secondo l’indagine Nielsen per l’AIE (Associazione Italiana Editori) eseguita nel 2015, pare che i piccoli editori siano cresciuti per copie e per fatturato,  arrivando rispettivamente ad un +1,7% ed un +2%, rapportato ad un -2,8% di copie vendute e un -1,1% di fatturato delle grandi case; le crescite sono state registrate in alcuni settori in particolare, come la fiction italiana e il settore bambini e ragazzi con un +8,9% di copie e +11,1% per fatturato, ma anche in nuovi settori, come quello delle graphic novel e negli albi da colorare. In generale, dunque, sembra esserci stata una nota positiva per questi editori indipendenti che tentano piano piano di emergere. Tuttavia bisogna ricordare che tale miglioramento arriva soltanto dopo un periodo di grave calo nel mercato: «Dopo cinque anni di mercato editoriale con il segno meno, l’emorragia si sta fermando. Ma tutti sappiamo che nulla sarà come prima. Ci troviamo ad operare in un mercato ristretto. Rispetto al 2010 di almeno un 25%» affermava Antonio Monaco, presidente del gruppo Piccoli editori di AIE, nel 2015.
Perciò, lo scopo di questa fiera è esaltare e porre l’attenzione sulla bibliodiversità e tentare di far luce su quella «piccola» parte dell’editoria, rappresentata dalle case editrici indipendenti, che troppo spesso viene messa in ombra e sottovalutata, ma che sembra piano piano farsi strada tra le grandi case; Book Pride vuole, appunto, diffondere il lavoro di questi ultimi e incoraggiare aspiranti scrittori ed editori che desiderano emergere in questo ambiente.

«BOOK PRIDE 2017 accoglie lo straniero, aprendosi alle differenze del mondo; un’apertura che è il metro sicuro di ogni vera indipendenza».

Dal comunicato stampa dell’evento.

L’immagine in evidenza proviene da bookpride.net

Laura Ferla

Ho 21 anni, studio Lettere moderne e lo faccio con passione, credo fortemente nei miei sogni e spero di realizzarli. Sono una nerd senza speranza amante della lettura e della scrittura.
Collaboro a Incipit perché penso ci sia un gran bisogno, in questo Paese, di progetti come questo che mirino a diffondere la cultura.

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