Recensione: «Della fatal quiete», di Beppe Giampà

Forse alcuni tra i nostri lettori più affezionati conoscono già Beppe Giampà: con il precedente blog, Letteral-Mente, vi abbiamo spesso parlato del suo lavoro e della sua campagna di crowdfunding.

Ma procediamo con ordine: Giampà è un cantautore, attivo dal 2007; «Della fatal quiete» è il suo quarto album in studio, unito al precedente, «I mattini passano chiari», dal filo rosso dell’amore per la letteratura.
Entrambi i progetti, infatti, mirano a proporre in chiave musicale alcune celebri poesie della nostra tradizione letteraria: se con «I mattini passano chiari» (2012) si ha una trasposizione di una serie di componimenti di Pavese (tratti da La terra e la morteVerrà la morte e avrà i tuoi occhi), «Della fatal quiete» veicola un progetto molto più ambizioso: portare in musica dieci famosissime poesie, da Carducci a Leopardi, passando per Fernando Pessoa, l’unico «straniero» preso a modello.

Il rischio, dunque, è alto; può suscitare una certa sorpresa, ad un primo ascolto, una versione «rock» di A Zacinto, quasi un richiamo al tortuoso percorso dell’esilio subito dal suo autore, dalla Grecia a Londra, dove morì pieno di debiti e con «illacrimata sepoltura». La qualità degli arrangiamenti spicca soprattutto quando pervengono all’intimismo, allo struggimento, alla malinconia: è il caso di Alla Sera che, con violoncello e pianoforte, non sovrasta, bensì accompagna, uno dei componimenti più amati dello stesso Foscolo. 
Il primo singolo tratto dall’album è La petite promenade du poète, dal testo di Dino Campana.

«Della fatal quiete» è un lavoro coraggioso nell’epoca delle canzoni radiofoniche «mordi e fuggi», prettamente commerciali; è ancora più lodevole se si pensa che è stato realizzato solo grazie al crowdfunding, quindi grazie al finanziamento diretto dei fan e di alcune associazioni che hanno scelto di aiutare Giampà ad ammortizzare i costi di realizzazione del disco.
Incipit si trova invece tra i Media Partners del progetto, perché ha contribuito, insieme ad altri blog, a pubblicizzare questa campagna.
Siamo convinti, infatti, che ci sia bisogno di più progetti come questo, che mirino a creare un dialogo con le opere del passato, utili sia agli studenti (spesso ostili a tutto ciò che è storico perché vecchio e superato) sia agli appassionati, per fornire loro nuove chiavi di lettura, nuovi punti di vista. 

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Ho 23 anni, sono una studentessa di Linguistica, credo nella parità tra esseri umani e nel valore fondante della Cultura e dell’Arte per la nostra società. Ho creato e dirigo Incipit, scrivo anche per lavocechestecca.com.

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