Il ritorno di fiamma fascista in Italia: intervista a Furio Colombo

Per l’approfondimento di questo mese ci stiamo occupando degli estremismi di destra: è chiaro che in questi anni in Europa si è assistito ad un crescente aumento di movimenti neo-fascisti, ma qual è la situazione in Italia? Ne abbiamo parlato con Furio Colombo, giornalista, scrittore e politico italiano, che avevamo già intervistato in occasione del nostro approfondimento sul Giorno della Memoria. 

L’odierna estrema Destra italiana e i movimenti affiliati ad essa agiscono per riflesso del passato o sono entrati in gioco nuovi elementi tali da permetterci di  definirli  «fascismi del terzo millennio»?

Io credo che si debbano considerare diverse cause o concause. Metaforicamente è un aspetto molto simile a quello delle città malgovernate, in cui si accumula e si riaccumula continuamente l’immondizia ai margini delle strade. C’è sempre una promessa di fare pulizia, ma in brevissimo tempo la situazione di vero abbandono che sta al di sotto dell’apparenza della cura dell’ambiente fa sì che riproduca l’accumulo di rifiuti. Una spiegazione – insufficiente – sarebbe sicuramente questa. Il fascismo di oggi è il rifiuto di qualcosa di finito, eliminato da una grandissima guerra che lo ha vinto. Non ha in sé alcuna radice perenne, capacità di resistenza o una qualsivoglia ragione di durare o di riprodursi. Credo che la metafora della sporcizia ai margini delle strade sia utile per comprendere questo concetto. Non sono le strade a produrre l’accumulo di sporcizia. Perché è un tipo di incuria permessa dalla situazione che stiamo vivendo. Non si può parlare di un valore dei rifiuti e neanche di una crescita naturale di questi rifiuti, anzi è addirittura innaturale. Ma l’incuria da sola non basta. È necessario che ci sia abbandono, deve esserci la mancanza di reazione e ribellione al modo in cui stanno riducendo il mio quartiere. Ci sono episodi a Roma nei quali la gente scende per le strade e pulisce il selciato per avere una situazione migliore, un ambiente più pulito attorno. Però questa cosa è rara perché la maggior parte delle persone vede il danno, non lo approva e lo lascia dove si trova, perché non prende una vera e propria posizione. Di conseguenza si moltiplica. Uscendo dalla metafora ci ritroviamo in situazioni come quella di CasaPound o Forza Nuova, i quali non sono portatori di alcun valore. Non c’è alcuna idea in loro che non sia stata distrutta, vinta, spinta fuori dalla storia nel 1945. Tutto quello che rimane sono delle persone vuote di coscienza e conoscenza della storia che cercano di riempire se stesse con scorie del passato. Tutto ciò si deve all’accumulo del cattivo insegnamento nelle scuole e nell’educazione, della storia non studiata, si deve alla pessima politica e alla cattiva consigliera che è il desiderio di vendetta delle troppe cose che non funzionano. Non sono portatori di un valore, ma di una pena retroattiva. Tutto nel fascismo è retroattivo, come la tendenza a punire per colpe che non erano colpe nel momento in cui sono state commesse.

Tra i cardini dell’estrema Destra italiana si può individuare la questione razziale…

Il fascismo invoca la chiusura delle frontiere, una cosa impossibile nel mondo di oggi, un mondo estremamente globalizzato. Sarebbe come invertire la direzione di una corsia in autostrada. Sono immorali le proposte di ritorno ad un passato sconfitto, indecente, omicida. Il fascismo italiano coltiva fortemente la nostalgia del passato, di ciò che l’Italia fu. Esempi di questo tipo li troviamo in altri tipi di fascismi, come quello ungherese di Viktor Orbán che si rifà alle Croci Frecciate. Filo spinato, muro, isolamento… tutto questo accade nel momento in cui i cieli sono percorsi da droni. Tecnologia, sociologia, strutture di intersecazione finanziaria… tutto impedisce l’isolamento. L’espressione «chiudere le frontiere» è del tutto priva di senso: sarebbe proprio come tentare di chiudere il cielo.
Un altro esempio è il fascismo polacco, un post comunismo vissuto in chiave religiosa, con le masse che si inginocchiano al confine e donne col rosario che pregano per esorcizzare l’arrivo dell’islamismo. Questi fascismi indicano una paurosa caduta nella povertà mentale, un precipitare nel vuoto, una totale assenza di percezione del passato. Dall’euforia del vivere insieme stiamo lentamente entrando nella profonda depressione dell’isolamento armato.

Come si spiegano episodi quali parate fasciste in varie città italiane correlate da saluto romano collettivo?

La violenza e la paura sono strumenti espressivi che i fascisti maneggiano molto bene, l’argomentazione invece no. Il mondo gli ha sempre dato torto, dal Giappone alla Svezia. Non si conosce altro prodotto del fascismo che non sia stata la morte! C’è una certa influenza fascista anche su coloro che non lo sono, ma che non desiderano che ci siano delle leggi troppo restrittive in difesa della libertà. È qualcosa di terribilmente vecchio, carico di colpe e responsabilità, che ci annuncia un futuro vecchio.

Dovremmo temere la possibilità di dover vedere dissolversi i valori che hanno costruito l’Unione Europea nel dopoguerra per essere rimpiazzati da nazionalismi e politiche auto-conservatrici?

Furio Colombo. Foto Ansa.

La storia ci insegna che gli avvenimenti nel mondo accadono in bene o in male. Posso dire per esperienza che quelli nel bene non sono mai preannunciati. Mentre senti il fetore e la paura del male che avanza: lo facciamo anche per istinto, ne parliamo molto tra di noi, per avvertirci l’un l’altro del pericolo che si avvicina. Non accade mai che si sappia che qualcosa di buono sta per arrivare: per esempio l’America non si aspettava Obama, Cuba non si aspettava la vittoria di Fidel Castro e Che Guevara. Il segno premonitore della cosa buona non c’è mai. C’è solo la vana speranza che avvenga, e come ci insegna il passato a volte questo succede.

Movimenti come Lotta Studentesca e Blocco Studentesco si rifanno ad uno spirito avanguardistico riguardo al cambiamento radicale di scuole e università. Come giudica il crescente numero di consensi ed adesioni da parte di giovani italiani a seguire questi movimenti e quali speranze nutrono nella loro azione?

La mia risposta è la solitudine. La solitudine ha due matrici: una è la rete, immensa conquista. L’altra è la politica così come è stata condotta nel nostro Paese, in parte corrotta e in parte inadeguata. Può benissimo creare degli stati d’animo di esasperazione che diventa in seguito un comportamento folle. L’allargarsi dell’area fascista attorno allo stesso fascismo è andare a cercare chi ti dà botte, sperando che ti consolino dalla solitudine e compensino l’inettitudine degli altri partiti. Gli altri partiti hanno lasciato un tale vuoto dietro di loro che se sei una persona alfabeta può essere che ti attragga il Movimento Cinque Stelle, mentre se sei analfabeta – nel senso di non sapere cosa è successo nel mondo – prendi le parti del fascismo, che ha fatto 50 milioni di morti. Non hanno la conoscenza, non lo sanno. I loro maestri li hanno persuasi che non è mai successo, come i negazionisti che rifiutano la strage degli ebrei e i campi di sterminio. Questa gente è chiaramente al di fuori della storia e della realtà. Li vedo come treni deragliati con le ruote che girano a vuoto, non ingranano più. Questo mi spaventa perché con il decorrere del tempo li ritrovi sempre identici e fa una certa impressione. Sono rimasti con idee sbagliate, che hanno fatto male al mondo intero. Dopo aver perduto tutte le guerre e le battaglie. Quindi mi appaiono dei falliti.

Che ruolo vede nei media e nei social network in questa battaglia morale tra populismo e post-verità, in una compresenza temporale tra avvenimenti quali l’elezione di Trump in America e la Brexit in Inghilterra?

Noi abbiamo probabilmente, tra i paesi più evoluti, il sistema di informazione peggiore, che tende a stare sempre dove sembra ci sia la forza o il potere. I social hanno l’effetto di incoraggiare la solitudine. Ho visto, l’altro giorno, in un video, quattro giovani ripresi dall’alto che entrano in un locale con lo smartphone in mano, senza parlare tra loro. La mancanza di rapporti sociali spiega le cose pazzesche che vengono fuori nei tweet. Ne è un esempio Donald Trump che invece di governare, si esprime ogni mattina con il suo tweet. Vedi questo presidente, solo, davanti a questo tavolo, vuoto, che twitta cose terribili o pericolosissime che potrebbero scatenare una guerra. Cito Trump perché sarebbe un buon leader per questi fascisti.
C’è un fenomeno più particolare che è quello del parafascismo che è perfettamente uguale al fascismo, dice le stesse cose, ma si differenzia dagli altri stando attento a non usare la parola fascismo o simili. Non c’è alcun pensiero originale che non sia originariamente fascista nella Lega Nord per esempio. Teoricamente non mettono in dubbio la libertà, ma poi la negano, come quando non danno la refezione scolastica e non fanno mangiare i bambini nelle scuole perché i sindaci o i presidi degli istituti leghisti non li ritengono degni. O ancora quando invocano i confini chiusi. Questi, fino a prova contraria, sono tutti pensieri fascisti. Tutti questi parafascismi, tutte le loro idee, ricorrono a questa finzione. Trovo in un certo senso più rispettabili quelli privi di cognizione del tempo e della storia, ma che almeno lo dicono di essere fascisti. Quando poi sai chi sono non puoi non averne paura.

Lei è conosciuto anche per la sua ultima, famosa intervista a Pier Paolo Pasolini. A distanza di più di 40 anni da quell’incontro, come pensa che Pasolini giudicherebbe questo ritorno di fiamma fascista? Ne aveva già profetizzato un ripetersi con quel suo «siamo tutti in pericolo»?

Teniamo conto che il suo ultimo film, Salò o le 120 giornate di Sodoma, era dedicato all’orrore che imperversava a Salò, in cui arrivò in una fase di profezia disperata. Inoltre si sa che una delle ipotesi che sono state fatte sulla sua morte è che non sia avvenuta per un incidente di vita notturna, ma che sia stato premeditato il suo omicidio. Una persona con l’acutezza mentale e con l’ampia visione che aveva Pasolini non può che dare un fastidio enorme ai soggetti privi di intelligenza che chiamano sé stessi fascisti. Credo che penserebbe oggi quello che disse allora nelle frasi della mia intervista. Certo, includerebbe le colpe e le responsabilità di coloro che ci hanno portati a questo punto di vuoto e solitudine ovvero gli altri partiti e la vita politica italiana di quest’epoca.

Studente di Comunicazione presso l’Università degli Studi di Padova. Si interessa di cinema, arte, fotografia ed è appassionato di arti visive.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *