Quali idee stanno alla base dell’estrema destra italiana?

La presenza e la diffusione sulla scena italiana di idee estremiste di destra ha nuovamente fomentato la discussione sulla tollerabilità di tali posizioni. Lo spettro di una pericolosa deriva e di un ritorno del fascismo ricompare periodicamente, anche se il più delle volte viene accantonato sì come un rischio, ma non come un avvenimento così probabile, in fin dei conti. Eppure prestando attenzione ai personaggi presenti non solo nella vita politica ma anche e soprattutto in quella quotidiana del Paese, non possiamo non notare come le idee definite generalmente di estrema destra abbiano nei nostri tempi una diffusione e un seguito non indifferenti. Non parliamo, infatti, di idee e partiti della destra moderata, quanto di movimenti che si presentano come estremisti in quanto prosecutori del Fascismo stesso: in Italia possiamo trovare CasaPound, Fiamma tricolore, Movimento Fascismo e libertà, Destra nazionale, Alba dorata (di cui in genere è maggiormente conosciuta la controparte greca), ma anche semplici associazioni come Militia, Movimento Patria Nostra.

Ma quali sono le idee portanti di tali movimenti e della loro propaganda? Generalmente la loro presenza salta all’occhio in quanto si fanno portavoce di alcune determinate prese di posizione, come la critica serrata senza se e senza ma del fenomeno migratorio. L’immigrazione nel nostro paese viene percepita da questi movimenti come un pericolo sotto vari punti di vista: non solo come causa di disordini e crimini, ma anche come minaccia all’identità e alla cultura italiana. Quante volte abbiamo sentito parlare di «invasione»? Il termine viene generalmente usato non solo per dare un’idea del numero elevato di immigrati ma anche per incutere paura, come se ci trovassimo ad affrontare una situazione di guerra. Viene insomma periodicamente riproposto il tema della sicurezza, incutendo negli animi paura e diffidenza, dipingendo una società in cui crimini di vario tipo sono all’ordine del giorno. La soluzione proposta da coloro che usano questi toni è la difesa dell’identità italiana, il rifiuto di qualsiasi tipo di compromesso che porti ad accettare altri tipi di culture e che possa in qualche modo snaturare quelle che sono le nostre «radici», in genere associate soprattutto ai valori cattolici.
Un altro punto centrale di questa propaganda è riassunto nella frase «prima gli italiani»: i politici vengono accusati di pensare solo agli interessi degli immigrati e di dimenticare, se non direttamente danneggiare, il popolo italiano. I partiti di estrema destra si fanno, al contrario, portavoce degli interessi di quest’ultimo, si ergono a difesa dei suoi diritti e della sua difesa anche contro altre istituzioni definite come «sovranazionali», ovvero forze ritenute troppo lontane dai reali interessi delle persone e interessate solo ai propri fini, a scapito di qualsiasi altro obiettivo. Lo stato stesso viene accusato di non pensare al bene degli italiani e con lui le banche, i gruppi finanziari e un non ben definito gruppo di sette e organizzazioni losche.
L’argomento economico è l’altro grande tema su cui questi movimenti basano i loro programmi: si fanno promotori di azioni a favore del lavoro, della cancellazione del debito pubblico, della gestione da parte dello stato delle azioni finanziarie svolte dai sistemi bancari.

Ripensando a quanto ascoltiamo dai telegiornali o leggiamo, potremmo affermare senza tanti problemi che questi sono gli unici argomenti su cui tali movimenti si concentrano e su cui hanno qualcosa da dire. Invece le cose non stanno esattamente cosi, come un giro sui loro siti ci può dimostrare: sulle loro pagine internet presentano veri e propri programmi che abbracciano diversi aspetti della vita del singolo, dal lavoro, all’istruzione, ai rapporti con le banche e via dicendo.
Casapound, per esempio, si presenta come un partito che ritiene la politica uno strumento «per fare del bene alla polis», affermando la sua vocazione all’azione e non alla presentazione di idee fumose che non verranno mai messe in pratica, offrendo «la sua rivoluzione quotidiana fatta di azioni: tangibili, concrete, disinteressate». Il suo programma è basato sulla ricostruzione di uno stato che si riappropri della sua sovranità, ora minacciata da «poteri forti, di natura privata ed internazionalista». Le proposte di azione sono, per citarne alcune, il mutuo sociale, un servizio di controllo della correttezza del comportamento delle banche, la riduzione delle ore lavorative a stipendio invariato per chi ha figli.
Questi possono essere annoverati tra i temi tipici dei partiti di estrema destra, eppure CasaPound parla anche d’altro: dell’importanza della cultura, definita come strumento di crescita spirituale per l’individuo e «aroma contro le corruzioni e la saldezza contro le deformazioni», dell’importanza fondamentale dell’aiuto alle persone disabili e a tutti coloro che si trovano in difficoltà tramite una solidarietà attiva e presente, dell’attenzione da rivolgere all’ambiente.

Dobbiamo quindi pensare che questi partiti propongano un programma completo, basato su diversi elementi portanti? In realtà no, visto che numerosi temi sono sì inclusi nella loro propaganda ma o non ottengono una sufficiente attenzione o vengono visti come semplici conseguenze dell’ideologia di cui si fanno portatori. Prendiamo per esempio l’affermazione dell’importanza che CasaPound dà alla cultura: stiamo parlando della vera cultura o di quella legata a questo movimento? Il movimento si fa promotore della diffusione delle idee che fanno parte della sua ideologia, cercando un confronto solo per legittimare queste, non per diffondere una cultura pluralista.
Lo stesso avviene per quanto riguarda le donne: esistono in tali movimenti dei tentativi di lotta per l’emancipazione femminile? Eisiste una discussione costruttiva sul ruolo della donna? Sembra proprio di no, visto che gli stessi movimenti condividono e supportano solo il ruolo tradizionale della donna, vista in primo luogo come madre e come creatura debole bisognosa di difesa. La donna viene citata solo quando si parla di maternità, mentre qualsiasi altro suo ruolo nella società viene a malapena considerato se non addirittura omesso.
La tutela dell’ambiente, poi, viene posta in secondo piano rispetto a «un’ecologia luminosa che non criminalizzi l’uomo ma che intenda sfruttare, anzi, tutte le sue capacità di costruttore e ordinatore del mondo». Potere totale all’uomo insomma, difensore della terra che abita solo nella misura in cui può sfruttarla a suo piacimento.

Gli argomenti su cui questi movimenti basano la maggior parte della loro propaganda sono quelli che riescono ad incontrare il favore di quella parte di elettorato che si sente messo in pericolo dai cambiamenti in atto, che sente di non aver certezze e che è mosso essenzialmente dalla paura.
Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza, la criminalità è al terzo posto nella lista delle paure degli italiani e il rapporto sottolinea che spesso la percezione della sicurezza diminuisce all’aumentare della presenza di stranieri. I movimenti di estrema destra fanno di questo il loro cavallo di battaglia, basando i loro discorsi sulla demonizzazione dell’immigrato.
Se questa paura è così diffusa tra gli italiani, è normale che questi partiti abbiano notevole seguito, mentre altre forze politiche, che fanno dell’integrazione il loro scopo, verranno giudicate lontane dagli interessi della popolazione.
Ma la stessa cosa accade riguardo alle insicurezze legate al lavoro e all’economia: questi movimenti sembrano dare soluzioni pratiche, reali, ai problemi quotidiani delle persone, propongono programmi d’azione che sembrano poter annullare i cambiamenti in atto, ricreando un passato idealizzato e confortante.
La forza di questi movimenti sta nel rivolgersi alla «pancia» delle persone, a far leva sulle paure e le inquietudini, dando delle presunte risposte alle loro insicurezze. Non importa che le soluzioni proposte siano irrealizzabili o non corrette, l’importante è che vadano a soddisfare il bisogno di una sicurezza generalizzata, riguardante vari aspetti della vita di ognuno, e che diano protezione rispetto ai cambiamenti globali che stanno avvenendo.
Il successo in questi anni degli estremismi sta anche in questo, mentre altri movimenti vengono tacciati di incapacità,  di non fare gli interessi degli italiani e di essere distanti dai bisogni delle persone. La forza di questi partirti sta anche nel farsi portatori dei bisogni di coloro che sentono di non avere voce nel dibattito civile, che non si sentono rappresentati a livello politico.

In copertina: a destra, immagine della propaganda fascista ripresa da Forza Nuova (a sx).

Mi chiamo Felicity, ho 26 anni e sono laureata in Filologia Moderna. Penso sia importante trovare sempre nuove cose da amare.

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