Recensione: Alain Corbin, Breve storia della pioggia

Breve storia della pioggia
Alain Corbin
EDB, 2016

Si dice che parlare del meteo sia l’ultimo rifugio di chi non sa cosa dire durante una conversazione o che sia il tipico argomento di cui si parla con gli sconosciuti.  Alain Corbin invece ha preso seriamente questo tema e ha deciso di scriverci pure un libro, Breve storia della pioggia. Dalle invocazioni religiose alle previsioni meteo. L’autore ha puntato l’attenzione non sul lato scientifico di questo fenomeno atmosferico, ma sulla percezione e la considerazione che ne hanno avuto gli uomini nel corso dei secoli. Si viene così a scoprire che è dal 1700 circa che si sviluppa una sensibilità individuale riguardo alla pioggia: cominciano quindi ad essere espressi pensieri del tipo «Mi sento malinconico, sarà colpa della pioggia»; oppure si viene a conoscenza di aneddoti riguardanti sia persone comuni sia figure regali (lo sapevate che Filippo IV preferiva bagnarsi anziché usare il mantello?)

L’autore ci fa riflettere su come la pioggia in passato abbia rappresentato un terribile nemico per i soldati delle trincee o, al contrario, la più grande benedizione per i contadini afflitti dalla siccità (ma d’altronde lo è tuttora). Lo scrittore fa ciò in maniera leggera, come se fosse un amico che ci racconta una bella storia, e proprio questo ci spinge a riconoscerci in quanto leggiamo, a ritrovare nelle sue parole i nostri stessi pensieri o a meravigliarci per non esserci mai soffermati a riflettere abbastanza su fenomeni percepiti come «banali» – e anche un po’ fastidiosi: chi non si innervosisce quando la pioggia manda all’aria i piani per il weekend?

Corbin riesce in poche pagine a dare un punto di vista «quotidiano» ad un argomento scientifico; ci incuriosisce e ci spinge ad interrogarci, a guardarci intorno con una nuova consapevolezza, a porci qualche domanda in più mentre magari ci troviamo davanti ai vetri di una finestra rigati dalle gocce di pioggia.

 

Mi chiamo Felicity, ho 26 anni e sono laureata in Filologia Moderna. Penso sia importante trovare sempre nuove cose da amare.

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