Inizia il nuovo anno scolastico ma i prof di matematica sono assenti!

Sono quasi quattromila le cattedre vuote di matematica nella scuola pubblica, di cui neanche tremila verranno riempite con i vincitori del concorso del 2016. Resteranno vacanti quasi 1600 posti, che faticheranno ad essere riempiti con supplenze: questi i dati allarmanti riportati da La Repubblica, che riprende l’analisi della rivista Tuttoscuola.
Il problema si fa sentire soprattutto alle scuole medie, dove, apparentemente, il ruolo di insegnante di matematica non attira né dal punto di vista dello stipendio, né dal punto di vista del ruolo sociale. Infatti, secondo la ministra Fedeli, il problema di fondo sta nell’idea diffusa che il professore di matematica abbia un ruolo meno prestigioso rispetto ad altri mestieri che si possono praticare con una laurea in matematica. La maggior parte dei laureati in questa disciplina (che sono comunque pochi, circa un migliaio nel 2015-16), preferiscono continuare con la carriera universitaria o cercare lavoro nelle aziende.

Manca quindi la vocazione all’insegnamento, visto forse come uno svilimento della matematica come campo di studi. È necessario che si torni a considerare il ruolo del professore non come quello di un «matematico mancato», ma in relazione al suo fondamentale compito di formazione degli studenti. La matematica in Italia è insegnata male e nelle prove dell’Invalsi siamo tra i peggiori nel campo scientifico-matematico. Non è raro che la materia meno favorita dagli studenti sia proprio la matematica e ciò non solo per la sua difficoltà, ma anche per il modo in cui ne viene impostato l’insegnamento. Di conseguenza, quando poi degli studenti, scontenti del proprio professore, si troveranno a dover immaginare la propria carriera, è difficile che la scelta ricada sul quel ruolo tanto detestato durante gli anni scolastici. C’è quindi bisogno di uno sforzo congiunto, da parte del mondo universitario, che deve riuscire a formare insegnanti preparati, e dell’attività ministeriale, che dovrebbe rendere più appetibile questa cattedra.
La formazione delle giovani generazioni non deve passare in secondo piano: è quindi fondamentale dare nuova importanza al ruolo dell’insegnante, in modo da attirare più neo-laureati nella scuola e in modo che questi siano preparati per il compito che spetta loro, ovvero educare. 

Ho 23 anni e studio lettere moderne, il grande amore della mia vita sono i libri, credo che leggere sia indispensabile per formarsi un pensiero critico indipendente. Per questo ho deciso di far parte di Incipit. Scrivo anche per neun.it

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