L’Alzheimer ora ha un suo Festival, ed è in Italia

Edit 12/08: ci siamo accorti che il titolo precedente era inappropriato e abbiamo deciso di cambiarlo.  Ci scusiamo con i lettori. 

Se i nostri ricordi, le nostre memorie, il nostro passato definiscono chi siamo, allora il morbo di Alzheimer sembra senz’altro una delle malattie più difficili da affrontare non solo per chi ne soffre, ma anche per coloro che circondano il malato e se ne prendono cura. Se a ciò si aggiunge lo stigma legato alle malattie mentali e, in particolare, alla demenza -che maggiormente colpisce le persone anziane- allora il quadro diventa ancora più mesto. Ma fortunatamente è nata un’iniziativa che si approccia a questa patologia in modo completamente diverso: l’Alzheimer Fest, dove «chi non c’è, c’è», come recita lo slogan della manifestazione.

Il festival ad ingresso libero si terrà dall’1 al 3 settembre nel bellissimo contesto del Lago di Varese, più precisamente a Gavirate, grazie al contributo dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria (AIP) e del Corriere della Sera, ma anche grazie alla partecipazione di moltissimi artisti, tra cui spiccano i nomi di Clet Abraham e Maurizio Cattelan per la realizzazione di loghi e grafiche. Mentre a rappresentare il mondo della musica ci saranno la Banda Osiris e il chitarrista Franco Cerri e per la cucina gli chef Luciano Tona e Cristina Giacomelli. Sì, perché l’Alzheimer Fest propone un programma vasto sia per appuntamenti che per interessi: ecco che si potrà assistere a spettacoli teatrali -tra cui quello di Paolo Hendel-, prendere parte a pet activity e laboratori creativi, guardare film e cortometraggi, ascoltare poesie, vedere mostre fotografiche e molto altro. Insomma, una vera e propria festa a dispetto di ogni altra cosa.

La signora degli orologi è l’opera di Maurizio Cattelan realizzata esclusivamente per l’Alzheimer Fest, assieme ad altre che saranno svelate durante la manifestazione.

Tuttavia non mancherà il supporto a pazienti e caregiver tramite diffusioni di informazioni scientifiche sulla malattia, consigli e risposte ad ogni tipo di domanda da parte di «medici senza camice», ovvero professionisti che però si rivolgeranno al pubblico in modo diretto ed informale. L’obiettivo è infatti sensibilizzare al fine di migliorare le condizioni di 3 milioni di italiani (compresi i malati e chi li assiste), specialmente coloro che non hanno accesso alle cure. Il Presidente AIP, Prof. Marco Tabucchi spiega dunque che «uno dei problemi principali è il fatto che non tutti gli ammalati sono raggiunti da un adeguato livello di assistenza e, in particolare, non tutti vengono diagnosticati. Si calcola che in Italia 20% degli ammalati non sia entrato nei circuiti assistenziali. In questo scenario di difficoltà riguardante la vita degli ammalati e la loro possibilità di ricevere cure adeguate si pone l’Alzheimer Fest, luogo dove non vi saranno separatezze tra sani e malati e dove le competenze e le professionalità più diverse (dal musicista al teatrante al poeta al medico) saranno al servizio di chi ha bisogno, superando qualsiasi stigma o difficoltà di comunicazione».

Una manifestazione inclusiva che, oltre ad intrattenere ed aiutare, cambia la percezione che abbiamo della demenza: non più il mesto quadro precedentemente descritto, ma un tempo che grazie agli affetti, alla cultura e allo svago può essere vissuto come molti altri momenti, più o meno difficili, che la vita sempre ci presenta.

Maggiori informazioni su www.alzheimerfest.it

22enne che studia Lettere Moderne, crede nella libertà, detesta limiti e pregiudizi e cerca di avere uno sguardo il più ampio possibile. Cinema, arte (tutta), letteratura e musica fanno per me, ma come meri oggetti di contemplazione.
Spero di condividere l’importanza della cultura contribuendo ad Incipit.

2 thoughts on “L’Alzheimer ora ha un suo Festival, ed è in Italia

  1. Siete dei buffoni! Avevate messo un titolo orribile a questo articolo e ora l’avete cancellato. vergognatevi! Avete perso una lettrice

    1. Ci siamo resi conto noi per primi di quanto quel titolo fosse inappropriato. Come vede, abbiamo reso pubblica la correzione al nostro errore. Ci scusiamo con lei e tutti i lettori e speriamo che torni a leggerci.
      Elena Ferrato

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