Estate: 5 classici da leggere (anche) in spiaggia

In spiaggia, in piscina oppure stravaccati sul letto o sul divano, l’estate è universalmente conosciuta per essere la stagione della lettura, anche se per il solleone spesso si riservano libri poco impegnativi, forse per non pensare troppo mentre ci si rilassa.
Proviamo invece a suggerirvi 5 classici adatti anche alla spiaggia. L’ordine con cui ve li presentiamo è del tutto arbitrario, quindi non dateci particolare importanza.

1. Halldór Laxness, Gente indipendente (ed. Iperborea). Si tratta dell’opera più conosciuta del premio Nobel islandese Halldór Laxness (1902-1998): il protagonista Bjartur è appena venuto in possesso di un terreno su cui si dice incomba un terribile maleficio. La sua gioia per avere finalmente qualcosa che è solo suo viene presto rovinata dai dissapori con la moglie Rósa, e questa è la prima delle tragiche disavventure che dovrà vivere il povero Bjartur. Un volume non troppo lungo che prende dalla prima all’ultima pagina, trascinando il lettore nelle terre della splendida Islanda.

2. Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo (ed. Feltrinelli). Scritto fra il 1954 e il 1957 e pubblicato postumo nel 1958, Il Gattopardo è senza dubbio uno dei capolavori della letteratura italiana novecentesca. Prendendo ispirazione dai propri antenati, Tomasi di Lampedusa racconta la storia del principe Fabrizio, il Gattopardo appunto, che abita con la moglie Stella e i loro sette figli a Palazzo Salina, in una Sicilia in cui i nobili stanno rapidamente perdendo importanza a favore della borghesia, disprezzata profondamente dal protagonista. Anche qui abbiamo a che fare con un «tascabile» di altissimo livello, ancora attualissimo, che vale la pena leggere.

3. Simone De Beauvoir, Una morte dolcissima (ed. Einaudi). Non è uno dei testi più famosi della scrittrice e pensatrice francese, compagna di vita di Jean Paul Sartre, ma si tratta comunque di un piccolo capolavoro, che racconta con grande pathos la morte della madre dell’autrice. Scritto nel 1964, questo volume di memorie ci permette di immergerci nella Parigi dei primi anni Sessanta e soprattutto nel dramma familiare che la malattia della madre della De Beauvoir causa. Poche pagine che si divorano, ma che non ci lasciano uguali a quando avevamo iniziato a leggerle.

4. Michael Cunningham, Le ore (ed. Bompiani). Premio Pulitzer per la narrativa nel 1999 e trasposto in un film  nel 2002, Le ore racconta la vita di tre donne: la scrittrice Virginia Woolf nei suoi ultimi giorni prima di uccidersi; Laura Brown, una madre di famiglia che, nell’America degli anni Cinquanta, legge La signora Dalloway della Woolf e trova la forza per cambiare la propria vita; e infine Clarissa Vaughan, un’intellettuale che vive a New York e che da sempre si porta dietro il nomignolo di Mrs. Dalloway, per una somiglianza con il personaggio del romanzo. Le ore è un omaggio sentito all’opera della Woolf che è riuscito, se non a eguagliare la grandezza della maestra, a essere comunque un piccolo grande capolavoro.

5. Alessandro Manzoni, I promessi sposi. Chi scrive ve ne aveva già parlato qui, e oggi ribadiamo l’importanza di leggere in chiave moderna questo classico della letteratura e del pensiero mondiale. La prosa dell’autore è notoriamente eccezionale, sebbene né semplice né immediata, ma la fatica della lettura viene ripagata perché da ogni riga traspare che abbiamo in mano un capolavoro. Un romanzo storico, ma anche un saggio di filosofia politica ed economica: I promessi sposi non è etichettabile, se non a costo di tralasciare delle parti sostanziali della sua grandezza.

Tito Borsa

Ho fondato e diretto per 3 anni e mezzo La Voce che Stecca, e ho collaborato con Il Borghese e il Corriere del Veneto, oltre che con la Booth School of Business della University of Chicago. L’informazione rende gli individui liberi.

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