«Galassia Nera», un’analisi del neofascismo in Italia

Dallo stabilimento fascista Punta Canna di Chioggia alla festa ultrà dell’Hellas Verona dove si ringrazia Hitler per aver «reso possibile la serata» passando per il Movimento 5 Stelle che ha pubblicamente definito il ddl Fiano sull’ampliamento delle sanzioni per apologia di fascismo una «legge liberticida» sembra che in questi primi giorni di luglio il dilagante estremismo di destra abbia espresso il meglio di sé. Proprio ad un anno dall’omicidio del richiedente asilo Emmanuel Chidi Namdi ad opera di Amedeo Mancini, volto noto negli ambienti di estrema destra marchigiani.

Lasciando da parte l’analisi meramente politica che ruota attorno a questi fatti, per qualcuno definibili come «goliardate» o «ragazzate», è opportuno analizzare come tutto questo stia diventando in qualche modo normale nel nostro Paese, patria di una Costituzione nata dalla Resistenza e dalle coalizioni pluripartitiche di liberazione nazionale.

Ad oggi in Italia con la presenza della cosidetta Legge Scelba viene sanzionato chiunque «promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista», oppure chiunque «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, o le sue finalità antidemocratiche» con pene detentive di un minimo di 18 mesi fino ad un massimo di 4 anni, ma vi è ancora un altro aspetto costituzionale che viene spesso tirato in ballo quando si parla di fascismo e neofascismo, ovverro il contenuto del 21° articolo della Costituzione, che recita: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione».

Lo stesso costituzionalista e giurista Michele Ainis, intervistato ai microfoni di Rep.tv, ha posto in luce la complessità della vicenda ricordando che in Italia «tutte le opinioni sono lecite, tranne quelle che istigano alla violenza» e quindi, portando l’esempio dello stabilimento Punta Canna di Gianni Scarpa, il reato non sarebbe l’esposizione di busti mussoliniani o cartelli illustrati, peraltro tratti dalla satirica pagina facebook Il Generatore di immagini gentiste di bassa qualità, ma l’istigazione alla violenza che i suoi proclami pubblici contenevano. Verrebbe meno quindi il reato connesso all’esaltazione dei princìpi che si rifanno al Ventennio di cui si parla nella legge n. 645/1952 o la dichiarata lotta ideologica allo Stato democratico.

La libertà di pensiero che si chiama spesso in causa come deterrente sembra essersi sempre più ampliata con l’avvento dei social network e l’apertura massiva di migliaia di pagine appartenenti all’estremismo di destra. Secondo lo studio Galassia Nera, infatti, ad oggi il panorama facebook italiano conta all’incirca 3600 pagine di matrice politica di estrema destra o neofascista (dato aggiornato al 4 maggio 2017), con una media di apertura di 40-50 pagine ogni mese.

Nello studio sono inclusi, infatti, tutti i gruppi politici che si sentono eredi dell’ideologia fascista e le organizzazioni che rifiutano la cosiddetta «Svolta di Fiuggi» dal 1995, quando il Movimento Sociale Italiano volle segnare una discontinuità con le proprie origini repubblichine. Seguono poi i movimenti neonazisti e le declinazioni italiane dell’estremismo di destra di altri Paesi ed infine i gruppi musicali dichiaratamente fascisti e le pagine «nostalgiche».

Come è facilmente consultabilie nella mappa interattiva luniverso identitario di destra non ruota semplicemente attorno a spazi come Forza Nuova, Casapound o il noto movimento giovanile autonomo Generazione Identitaria, ma si dirama in migliaia di pagine, spesso selfmade, capaci di concentrare in migliaia di like e commenti abitudinariamente concitati un estremismo dilagante che in questi giorni si può facilmente ritrovare anche sotto gli articoli on line che trattano i controversi casi sopracitati.

Se per alcuni però l’antifascismo ad oggi sembra anacronistico, e per altri ancora velleitario, forse basterebbe fermarsi a leggere le centinaia di commenti «nostalgici» per avere un’idea della situazione preoccupante soprattutto dal punto di vista sociologico in quanto, lentamente, essa alza sempre più il limite di ciò che è concesso dire. Basti pensare alla festa dell’Hellas Verona che si è svolta il 1° luglio al Bentegodi dove Luca Castellin, coordinatore di Forza Nuova per il nord Italia, ringrazia Adolf Hitler per aver permesso la serata intonando «siamo una squadra fantastica, fatta a forma di svastica: che bello è,  allena Rudolf Hess!».

Screenshot dal video della festa pubblicato dalla pagina facebook No Boreal

Se da una parte l’asse M5S-Lega ha apertamente contrastato la proposta di legge Fiano in quanto per Matteo Salvini «le idee non si processano» sarebbe però importante porre l’attenzione su quanto queste idee possano risultare pericolose.

Non è infatti una novità la vicinanza dell’estremismo di destra con la violenza. Certo, molto spesso chi incontriamo sul web può essere solo frustrato e non andrà mai veramente a «dare fuoco agli immigrati», o a «buttare le bombe in Parlamento», o perfino a «reclutare l’Isis per togliere di mezzo lo Stato» come si è letto nei commenti on line durante la diretta Rai per la Parata del 2 giugno, ma poi di episodi che sfociano in veri e propri reati ne capitano molti. Si pensi ai continui pestaggi, agli insulti razzisti negli stadi, alle rappresagli di quartiere contro i richiedenti asilo o alle deturpazioni dei monumenti, ad opera di movimenti estremisti autonomi spesso nati spontaneamente sul web.

Probabilmente, per evitare tutto questo basterebbe una legislazione più efficace, ma soprattutto una maggiore educazione e conoscenza della storia. Ad oggi comunque, non ci resta altro che fermarsi a dibattere su quanto sia possibile concedere per salvaguardare l’importanza della libertà di pensiero.

 

In copertina: Frame tratto dal servizio del TG3 sullo «stabilimento fascista».

Nato nel secolo scorso, studente di Scienze Politiche che ogni tanto scatta fotografie per provare a raccontare il mondo e i suoi cambiamenti.
Appassionato di cinema, letteratura e dell’arte in tutte le sue forme.

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