I giovani non leggono? Falso! E ci sono molti progetti dedicati a loro

«I bambini di oggi non leggono più.» «I miei figli sono sempre incollati al tablet.» «Gli adolescenti di questa nuova generazione non si fanno più affascinare dalla lettura.»
È molto facile, mentre si passa davanti a una scuola, sentire questo tipo di affermazioni da parte dei genitori o degli insegnanti. La sensazione che i giovani si stiano allontanando dal mondo della lettura è sempre più accentuata per chi ha a che fare con loro, benché gli ultimi dati dell’ISTAT (2015) sostengano che le fasce d’età con più lettori siano proprio quelle dei giovani: la quota di lettori risulta superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 e i 19 anni e nelle età successive tende a diminuire; in particolare, la fascia di età in cui si legge di più è quella dei 15-17 anni.
Ovviamente la famiglia e la scuola giocano un ruolo in prima linea nel difficile compito di avvicinare bambini e ragazzi al mondo della lettura. Inoltre è necessario avvicinarsi ad esso già da piccoli, nell’età della scuola primaria, altrimenti gli adolescenti saranno sicuramente più difficili da «recuperare».

I progetti per le scuole che si propongono di aiutare ad avvicinare i bambini e i ragazzi alla lettura sono diversi, noi ve ne presentiamo alcuni tra i più diffusi.

Primo tra tutti è BILL – La Biblioteca Della Legalità, progetto nato grazie a Fattoria della Legalità e a Libera. In un panorama come quello italiano, in cui la percentuale della criminalità è più alta della percentuale di lettori di almeno un libro all’anno, chi lavora a BILL si propone di diffondere la cultura della legalità attraverso la promozione della lettura tra le nuove generazioni. Nata inizialmente solo in alcune città, la Biblioteca Della Legalità è diventata itinerante, permettendo così l’adesione di sempre più scuole ed enti pubblici.

Un altro progetto è Libriamoci a scuola, un blog/portale che consente di mettere in comunicazione tra loro insegnanti, librai, bibliotecari, educatori e vari operatori culturali che hanno il desiderio di diffondere la lettura tra le persone, con un’attenzione particolare verso bambini e ragazzi. All’interno del sito si possono trovare progetti già ideati a cui si può aderire, proporre le proprie idee, trovare strumenti che aiutino il lavoro di insegnati ed educatori, recensioni, percorsi bibliografici e molto altro ancora; il tutto è diviso in quattro categorie dedicate ai diversi ordini di grado scolastici. Uno dei progetti più emblematici è «Città che legge», che mira a rendere la lettura un bene comune e quindi una risorsa a disposizione di tutti gli individui. Il primo incontro si è svolto il 21 maggio 2017 al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove erano rappresentati la maggior parte dei comuni che partecipano all’iniziativa.

L’ultima iniziativa su cui poniamo la nostra attenzione è il #BookSound, promossa principalmente dalla casa editrice MarcosyMarcos e dal movimenti di volontari LaAV – Letture ad Alta Voce (insieme alle associazioni Nausika e Lettura rinnovabile e alla libreria Leggere di Arezzo). Il progetto si rivolge alle scuole per i ragazzi dagli 8 ai 18 anni, ovvero dalla quarta elementare all’ultimo anno di superiori, e prevede dei laboratori con un lettore di LaAV, una lettura pubblica organizzata dagli studenti, un video-concorso e un raduno nazionale ad Arezzo per tutti i partecipanti all’iniziativa, durante il quale viene allestito un spettacolo e in cui vengono premiati i vincitori del video-concorso.

Questi progetti sono alcuni dei tanti che possiamo trovare navigando sul web, ma tutti si rivolgono alle scuole perché è proprio lì che, già dalla sua infanzia, il bambino si forma e si lascia appassionare. Successivamente questa passione va assecondata, portata avanti e «fatta crescere» insieme al ragazzo.
Gli adolescenti, infatti, sono il pubblico più difficile da catturare e affascinare: un libro lascia spazio all’immaginazione, dote che si sta perdendo perché entra in concorrenza con prodotti già «pronti» come adattamenti cinematografici di bestseller, serie tv, programmi televisivi. Perché dovrebbero far fatica leggendo e immaginando i personaggi e le ambientazioni, quando qualcuno ha già fatto questo lavoro al posto loro?
In un articolo per Il Libraio, Massimo Gramellini affronta proprio il problema della lettura tra i giovani e in particolar modo tra gli adolescenti che possono sembrare così irraggiungibili.

«L’unico consiglio che mi sento di dare è di far sì che gli adolescenti associno la lettura non a un’attività fastidiosa, imposta, ma a un piacere: così come da bambini la lettura delle fiabe li appassiona, allo stesso modo da ragazzi devono viverla come un divertimento».

Riguardo a questo punto, ecco come la scuola potrebbe essere ancora il mezzo per l’avvicinamento dei ragazzi alla lettura, magari affiancando al classico percorso di studio della letteratura delle ore dedicate alla lettura di un libro «più vicino» a loro per contenuti e linguaggio.
In più, di certo la presentazione di un’opera è essenziale per far sì che i ragazzi siano incuriositi dall’argomento: evitare la spiegazione «classica», nozionistica, focalizzarsi sui motivi per i quali il testo sia rilevante non solo nel loro percorso di studi, ma anche nel loro percorso di vita: tutte piccole accortezze che possono spronare gli studenti.

Il suggerimento che dà successivamente Gramellini è di far diventare la lettura un’iniziativa social: attraverso dei club della lettura, che possono essere anche virtuali, i ragazzi potrebbero così condividere la loro passione.
Un social network incentrato sulla lettura è l’idea che, probabilmente, incuriosirebbe di più i giovani: un Instagram dei libri dove i ragazzi possono postare la foto dell’ultimo libro letto, condividere il loro commento e le loro idee, per poi discuterne con gli amici reali e virtuali. I social esistenti potrebbero già svolgere questa funzione, in realtà, ma come spesso sentiamo, non sono sempre utilizzati per scopi di condivisione e discussione civile. Una nuova piattaforma, quindi, potrebbe configurarsi come uno spazio in cui si trovano solo persone realmente interessate all’argomento, con una limitazione dei commenti off-topic, per creare una realtà sicuramente più controllata e moderata rispetto agli attuali social. 

Tutte le immagini sono prese dal sito Pixabay.

Elena Molinari

Ho 22 anni, studio Lettere e insegno ginnastica ritmica. Amo i romanzi, la musica e la danza in ogni sua forma. Credo nella libertà di espressione e per questo mi piace collaborare ad un blog come Incipit.

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