Venezia è agonizzante e due mani possono salvarla

Venezia è agonizzante. Al di là dell’indiscutibile bellezza che si scorge camminando tra le calli, un senso di sofferenza e malinconia pervade il turista attento. Molto meglio negarlo, fingere di non aver visto nulla e continuare a camminare; sono ancora tante le cose che si devono fotografare prima di tornare in stazione.
Ma Venezia non è fatta solo di passanti. Chi ci vive si trova costretto a fare quotidianamente i conti con quella sensazione di malessere: chi vive a Venezia vede, giorno dopo giorno, le bellezze dei palazzi storici oscurate da crepe. Tra milioni di persone che ogni anno passeggiano, osservano e scattano fotografie, ce ne sono alcune che hanno deciso di combattere con e per Venezia, contrastando la svendita di palazzi storici e riappropriandosi degli spazi pubblici. Come dimenticare poi la campagna «No grandi navi»: queste sono solo alcune delle battaglie con cui si sta misurando chi non crede a un destino amaro e inesorabile.

Lorenzo Quinn, scultore romano di fama internazionale, sembra aver ascoltato l’urlo disperato della città, per aver creato, così, una scultura tanto suggestiva quanto controversa. Si tratta di due mani che, emergendo dalle acque del Canal Grande, incontrano e sostengono le pareti in stile gotico-bizantino del palazzo Ca’ Sagredo (palazzo le cui origini risalgono al 1300). La scultura, dal nome emblematico Support, é stata realizzata per la londinese Halcyon Gallery.
Inaugurata in occasione del giorno di apertura della Biennale d’Arte di Venezia 2017, sarà in mostra fino al 26 novembre.

Le mani, da sempre rappresentazione di una forza distruttrice e creatrice, si appoggiano delicatamente alla parete dell’hotel. Sfiorano intimidite la struttura pur avendo la forza necessaria per proteggerla e salvarla.
Sta proprio qui il senso dell’opera di Quinn: l’arte che salva l’arte.

«Venezia è una città d’arte che galleggia, che ispira il mondo della cultura da secoli» ha commentato Quinn sul sito della Halcyon Gallery, «ma per continuare a farlo ha bisogno del sostegno della nostra generazione e di quelle future, perché è minacciata dal cambiamento climatico».

Trovare un equilibrio tra le attività economiche e sociali e il pianeta Terra sembra essere il messaggio che Lorenzo Quinn desidera far trapelare dalla sua arte.
Certo, anche se non ci fossero quelle mani, quella «Venezia che muore», come cantava Guccini, con la sua «dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi» esiste ancora. Magari, però, sarà proprio grazie alla forza di quelle mani che riuscirà ad uscire dalla sua agonia.

Ho 23 anni e sono una neolaureata in Lettere Moderne. Amo la dimensione del viaggio perchè mi permette di perdermi, conoscere e scoprir(mi). Solitamente alimento la mia ansia, e la pazienza delle persone che mi circondano, ponendo domande. È il mio passatempo preferito. Quando non trovo le risposte che cerco mi tuffo nelle pagine di un libro. Tra le varie ricerche e letture ho avuto la fortuna di incontrare Incipit.

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