I reportage di David Alan Harvey oltre i confini geografici e culturali

«Sii un poeta, non uno scrittore tecnico. Forse, messa più semplicemente, trova un progetto personale che ti stia a cuore. Datti l’incarico che nei tuoi sogni qualcuno ti darebbe. Ricordati, solamente tu controlli il tuo destino.

Credici, conoscilo, raccontalo».

Correva l’anno 1969 e David Alan Harvey iniziò a collaborare come fotografo presso il National Geographic. Il 6 giugno compirà 72 anni, ma la sua arzilla voglia di raccontare attraverso il medium fotografico persiste, e ad oggi può vantare numerosi premi, come il «Photographer of the Year» nel 2005 e il «Book Publisher of the Year» nel 2012 presso i «Lucie Awards», in occasione dei quali presentò uno dei suoi progetti più recenti, chiamato Based on a true story.

Partiamo dagli inizi: David Alan Harvey nacque a San Francisco nel 1944; a soli 11 anni prese in mano la macchinetta fotografica, che portò sempre con sé fino al 1969, quando si laureò in giornalismo presso l’università del Missouri e iniziò appunto a lavorare per il National Geographic. L’apice della sua carriera viene raggiunto nel 1993 quando entrò a far parte della grande agenzia «Magnum». Attualmente cura una rivista, Burn, per pubblicizzare fotografi emergenti e aiutarli nel loro lavoro di narratori visivi.

Se scorriamo il suo amplio portfolio entriamo in un mondo piuttosto vivace e colorato, almeno in apparenza: dietro le immagini si cela infatti una realtà a molti invisibile. Le sue opere raccontano storie di conflitti: è il caso soprattutto di uno dei suoi maggiori progetti, Divided soul, una collezione di 100 immagini che narrano i suoi lunghi 30 anni di viaggi tra le terre messicane, brasiliane e portoghesi, tra usi e tradizioni religiose da un lato ed eccessi dall’altro, talmente differenti da creare una barriera invisibile tra due mondi appartenenti allo stesso territorio geografico. 

 

L’originalità del fotografo si nota nelle inquadrature completamente atipiche, lontane dalle regole stardard della fotografia: si passa da primi piani molto invasivi a movimentate scene rappresentanti tipiche feste e tradizioni delle culture latine. Tra una figura e l’altra lo spazio vitale è quasi completamente assente, il fotografo sembra inoltrarsi completamente nella «selva oscura» ma danzante di una civiltà opposta a quella in cui è cresciuto e in cui, si può dire, gli opposti giungono ad attrarsi: si alternano infatti foto di immagini religiose e foto che ritraggono scene di movida notturna e di prostituzione, che ribaltano completamente ciò che si è appena visto, a mostrare la complessità di tale società e la Bellezza insita in  tutte queste sue sfaccettature.

Recentemente David Alan Harley ha partecipato alla realizzazione di una guida, Wear Good Shoes: Advice from Magnum Photographers, scaricabile gratuitamente dal sito di Lensculture. Nel suo breve intervento ha ha allegato una vecchia fotografia del 1989, scattata ad Hannover e intitolata Muro di Berlino. Quel «muro» cui si allude nel titolo non appare in maniera visibile nell’immagine: probabilmente il vetro che separa il soggetto dalla realtà circostante rappresenta, in maniera metaforica, la storia di una Germania divisa non solo geograficamente, ma anche dal punto di vista culturale e sociale, da un muro divenuto tristemente famoso (e che sarebbe andato distrutto proprio in quell’anno).

Credits: Magnum Photos   

La fotografia documentaria di Harley descrive continuamente questi «muri» metaforici, queste divisioni tra gruppi sociali e tra stati. Senza di essa avremmo uno strumento in meno per  capire come la diversità non sia di per sé un concetto  negativo – tutto dipende dall’accezione che a questo viene data.                                                        Ndr: tutte le fotografie sono tratte dal sito ufficiale dell’artista.                                            

Mi chiamo Giulia,ho 23 anni e studio all’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Mi piace il cinema,passeggiare e fotografare …
Sono una persona irrequieta ma sto iniziando a darmi una calmata.

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