Gi.U.Li.A e la lotta delle giornaliste contro il sessismo nel linguaggio

Giulia (Giornaliste Unite Libere Autonome) è una libera associazione di giornaliste il cui intento è difendere la democrazia e la libertà di informazione tutelando, in primo luogo, l’articolo 21 della Costituzione: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure».
Non a caso Gi.U.Li.A nasce nel 2011 come reazione al decreto anti–intercettazioni (noto anche come «legge bavaglio»); il gruppo, inizialmente composto da una piccola squadra di amiche e colleghe, in poco tempo è cresciuto fino a raggiungere più di 1000 adesioni, costituendosi, nel 2012, in associazione nazionale con sede a Roma.
La rete nazionale delle giornaliste unite libere autonome, nasce appunto in un periodo di grave crisi del Paese e di attacco alla dignità della donna, ai diritti del lavoro e dell’informazione; per queste ragioni hanno deciso di prendere parte al progetto tutte quelle giornaliste che non si riconoscono nel modo in cui i media raccontano le donne. Un’informazione cieca, che non solo tende a emarginare l’immagine femminile e a non riconoscerne i «nuovi» ruoli (ad esempio non utilizzando il femminile per designare alcune cariche istituzionali), ma che sembra anche propensa a rispecchiare logiche politico-culturali umilianti che premiano i corpi e castigano l’intelletto. Ed è proprio dalla ribellione collettiva che gli obiettivi dell’associazione hanno iniziato, passo dopo passo, a delinearsi con estrema chiarezza fino ad arrivare alla stesura del Manifesto qui di seguito riportato.

Gi.U.Li.A , la rete nazionale delle giornaliste unite libere autonome, nasce in tempi di crisi grave del Paese e di attacco alla dignità della donna, ai diritti del lavoro e dell’informazione.

GIULIA si impegna per la difesa della democrazia e della Costituzione, nata dalla Resistenza, dalla quale discendono le nostre libertà e i nostri diritti fondamentali di cittadine italiane. E per la difesa dell’Unità d’Italia, da Nord a Sud, e del vincolo di solidarietà che ci rende Paese.

GIULIA è contro i bavagli. Per questo è in prima fila nella battaglia per la libertà dell’informazione e del web.

GIULIA dice basta all’uso della donna come corpo, oggetto, merce e tangente; abuso cui corrisponde una speculare sottovalutazione delle sue capacità e competenze. Serve una svolta culturale. Una rigenerazione della politica. La discriminazione delle donne nel mondo del lavoro, l’emarginazione dalla vita pubblica, sono ostruzioni che vanno rimosse: uno spreco enorme di intelligenze che indebolisce il Paese e lo spinge al declino. Vogliamo una società migliore che cresce perché riesce a dare spazio e sostegno alle proprie figlie e ai propri figli migliori, senza trascurare le persone in difficoltà. Perché una società più giusta fa bene a tutte e tutti, donne e uomini. Fa bene all’Italia.

GIULIA vuole riportare al centro dell’informazione la vita reale; il sapere, la fatica, il coraggio, le competenze, i talenti e la creatività delle donne italiane e di tutta quella gran parte di società che oggi non ha rappresentanza sui media.

GIULIA crede che l’informazione, come l’acqua, sia un bene comune che appartiene a tutti i cittadini. Serve un lavoro di “disinquinamento” dell’informazione a tutto tondo: delle agenzie, della carta stampata ma soprattutto televisiva, veicolo di stereotipi offensivi per l’umanità e l’intelligenza delle donne, come per le speranze dei giovani e dei nuovi italiani.

GIULIA aderisce alla campagna “Riprendiamoci la Rai”. Il servizio pubblico non può più mancare al dovere di una informazione corretta, completa, rispettosa delle persone, che racconti il Paese e non solo i Palazzi, che dia voce a chi voce non ha e che non sia solo megafono dei potenti.

GIULIA vuole un cambiamento radicale nel giornalismo italiano: basta con l’informazione ad effetto, con l’uso della cronaca-spettacolo, con la manipolazione delle notizie, le censure.

GIULIA auspica un cambiamento anche nella vita delle redazioni, piene di giornaliste ma ancora dominate da logiche e interessi maschili. E’ ora che i punti di vista delle donne, attraverso le giornaliste e le loro sensibilità, siano adeguatamente espressi.

GIULIA agisce per ottenere l’equa rappresentanza delle donne nelle istituzioni e l’equa rappresentanza delle giornaliste in tutti i nostri enti (sindacato, Ordine, Inpgi, Casagit, Fondo complementare) al fine di incidere nei contratti, nell’organizzazione del lavoro e nelle priorità di welfare. Vuole che alle donne sia riconosciuto quello che spetta loro: dignità, diritti, lavoro, parità nelle retribuzioni e nelle carriere. Soprattutto rispetto.

GIULIA vuole dare voce e protagonismo a tutte le giornaliste che si riconoscono in questi valori e nell’urgenza di queste battaglie. Freelance e precarie, sottopagate e private della dignità e della libertà indispensabile per assicurare qualità e indipendenza. Giornaliste “garantite” ma discriminate, ancor più se madri, con retribuzioni più basse e carriere bloccate, emarginate se non rinunciano a esercitare un pensiero libero, critico, autonomo.

GIULIA sa quanto le giornaliste, contro ogni ostacolo, vogliano essere le più tenaci narratrici dei fatti che accadono e quanto si impegnino nella vita pubblica. Ma non basta, bisogna avere forte voce in capitolo. Per questo, se necessario, GIULIA è pronta alla disubbidienza civile.

Giornaliste unite per il cambiamento. È questo il tempo.

Risulta evidente come la tutela dell’informazione libera e autonoma vista come bene comune non sia l’unico obiettivo prefissato dalle giornaliste: la nuova rete nazionale intende salvaguardare soprattutto l’immagine della donna dall’uso umiliante di merce e «tangente». Per raggiungere questa meta è necessario che i media ne costruiscano una rappresentazione più aderente alla realtà e soprattutto più rispettosa delle differenze di genere, partendo dal presupposto che la lingua modella il mondo e «ciò che non si dice non esiste». Inoltre, Gi.U.Li.A, focalizzandosi sul mondo del giornalismo, pone in evidenza il ruolo di responsabilità attribuito agli operatori della comunicazione e dell’informazione, considerati diffusori della conoscenza del mondo sociale e primi propagatori dei modelli di comportamento linguistico. Giudica pertanto inammissibili sia la produzione di immagini mediatiche distorte e incomplete sia l’utilizzo di parole cariche di sessismo che, troppo spesso, imperano nei giornali, in televisione e nel servizio pubblico.
Il rispetto della persona dovrebbe costituire, insieme con la ricerca della verità e con l’indipendenza del giudizio, uno degli elementi fondamentali, e quindi irrinunciabili, del giornalismo. Promuovendo il rispetto della diversità si riuscirà a sviluppare, sia nel lettore sia nel giornalista, una sensibilità critica capace di individuare e condannare ogni elemento discriminante contenuto in alcuni usi della lingua e in certe immagini.

Per questo dall’anno della sua fondazione l’associazione ha creato numerosi progetti rivolti, in particolar modo, a chi per professione diffonde informazioni e a tutti coloro che se ne servono; Nel Giugno 2014, a cura dell’associazione Giulia giornaliste, viene presentata la prima edizione della guida di Cecilia Robustelli, Donne, grammatica e media. Suggerimenti per l’uso dell’italiano.
Il progetto, che vede la luce a trent’anni di distanza dalle Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana di Alma Sabatini, è stato pensato con l’intento di fornire una guida consultabile soprattutto da giornaliste e giornalisti affinché la stampa, facendo un uso corretto del linguaggio, riconosca e rispetti le differenze. La lingua evolve mentre la cultura cambia: per questo l’informazione italiana ha il grande dovere di contribuire, attraverso parole e linguaggio, al cambiamento culturale.

Leggendo la guida appare evidente, infatti, come la finalità sia la stessa del saggio di Sabatini: fornire suggerimenti utili per un utilizzo consapevole e adeguato della lingua italiana con l’obiettivo di eliminare dubbi e perplessità. La guida è perciò dedicata all’analisi delle più comuni scelte linguistiche adottate dalla stampa per rappresentare le donne. L’intento, da parte di coloro che hanno collaborato alla stesura del volume, è quello di migliorare la comunicazione dei media costruendo un dialogo costruttivo. Giornaliste e giornalisti troveranno, così, tra le pagine del volume un valido alleato e un utile riferimento per la stesura dei loro articoli.

Le immagini sono tratte dalla pagina Facebook ufficiale di Gi.U.Li.A.

Ho 23 anni e sono una neolaureata in Lettere Moderne. Amo la dimensione del viaggio perchè mi permette di perdermi, conoscere e scoprir(mi). Solitamente alimento la mia ansia, e la pazienza delle persone che mi circondano, ponendo domande. È il mio passatempo preferito. Quando non trovo le risposte che cerco mi tuffo nelle pagine di un libro. Tra le varie ricerche e letture ho avuto la fortuna di incontrare Incipit.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *