L’arte incontra la sociopolitica: Minelli come non l’avete mai visto

Possiamo osservare il silenzio?
È forse questa la domanda principale che dobbiamo porci prima di andare ad osservare uno dei più controversi e disorientanti lavori dell’artista bresciano Filippo Minelli, noto nel mondo dell’arte contemporanea per la sua continua ricerca di un valore estetico che si possa legare ad una analisi sociopolitica della società in cui viviamo.

Silence/Shape è un progetto nato nel 2010 e, dopo essersi sviluppato in tutto il mondo, oggi vanta diverse centinaia di scatti. Da un punto di vista puramente descrittivo possiamo fermarci ad ammirare questi capolavori della bellezza dove un elemento prettamente immateriale come una nuvola di fumo colorato si lega a paesaggi naturali o di «archeologia industriale», di fatto fortemente materiali.  Cosa però vogliono lasciare allo spettatore gli scatti di questi fumogeni lasciati evaporare nel nulla?

Le interpretazioni possono essere molteplici e assai diverse tra loro. Per alcuni il complesso lavoro di Minelli ha un obiettivo perlopiù mistificatorio: il significato religioso, in una prospettiva ermeneutica, per certi aspetti sembra essere legittimo se si osservano con una suggestione quasi sacrale queste nuvole colorate totalmente estranee al contesto, espressione di un complesso senso di mistero in quanto manifestazione percettibile, ma immateriale, di qualcosa che è lì, ma che lì non dovrebbe essere.

Altri invece scelgono di ricercare le radici di questo concept nel Romanticismo tedesco e britannico della prima metà dell’Ottocento, rivisitato da Minelli in chiave contemporanea, per la sensibilità che questo progetto rivolge ai luoghi abbandonati del nostro tempo e per la successiva esaltazione di un elemento irrazionale che è esso stesso ricerca del sublime, in quanto aiuta lo spettatore a stabilire un rapporto contemplativo con il paesaggio.

Se si studia però Silence/Shape analizzando l’intero percorso artistico di Minelli, con il continuo inserimento nell’arte delle sue conoscenze sociopolitiche –come si ritrova in un altro famoso lavoro di Minelli, Padania Classic-, ci si porrà di fronte all’opera con un nuovo senso visivo.

I fumogeni, simbolo di  proteste, si riferiscono in genere alle masse e a immagini di confusione, di grida e spesso anche di violenza; essi stridono fortemente con i pacati paesaggi sullo sfondo e forse è proprio questa dicotomia a caratterizzare l’opera tutta. L’idea di Silence/Shape nasce infatti dalla visione da parte dell’artista dei video delle manifestazioni politiche senza sonoro. «Il mio sguardo è stato catturato dal movimento del fumo nell’aria», spiega l’artista, «così ho deciso di contrapporre l’attrazione visiva di uno strumento che crea il caos con la bellezza romantica dei paesaggi».

Il fascino della natura si lega in un difficile rapporto con la violenza di una nuvola di fumo, creando un risultato sorprendente in queste immagini dal forte valore non solo simbolico ed artistico, ma anche sociale in quanto espressione e racconto stesso della violenza e della lotta. Una visione assordante che regala bellezza estetica alla violenza e ai contrasti sociali che quelle nuvole colorate ricordano.

Tutte le fotografie sono tratte dal sito del progetto e sono utilizzate con il permesso dell’autore.

Nato nel secolo scorso, studente di Scienze Politiche che ogni tanto scatta fotografie per provare a raccontare il mondo e i suoi cambiamenti.
Appassionato di cinema, letteratura e dell’arte in tutte le sue forme.

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