Ren Hang: scomparso il lato ribelle della Cina odierna

Il 24 febbraio 2017 il mondo della fotografia contemporanea si è fermato di fronte alla morte improvvisa di Ren Hang, giovane fotografo cinese, morto suicida ad appena trent’anni.

Ren Hang, nonostante la giovane età, ha collezionato un lungo portfolio di immagini dallo sfondo erotico e ambiguo, guadagnandosi fama in molti Paesi d’Europa come Francia, Danimarca e Paesi Bassi, dove nel 2016 fu selezionato per «Outset/ Unseen Exhibition Fund», un progetto di collaborazione con le istituzioni olandesi per promuovere artisti emergenti.

Credits: Inagblog.

Ren Hang nacque nel 1987 a Jilin, nel nord-est della Cina; iniziò ad appassionarsi di fotografia al liceo e successivamente, durante i suoi studi universitari, cominciò ad approcciarsi a progetti concreti che lo portarono a sviluppare una modalità espressiva molto schietta e d’impatto.
Fu tanto amato dalla critica occidentale quanto terribilmente odiato dalle istituzioni cinesi, che lo censurarono più volte per  i suoi contenuti espliciti, classificati come pornografia.

In realtà Hang non faceva nulla di tutto ciò: i soggetti ritratti nella loro nudità rappresentano per lo più una sorta di ribellione nei confronti di una mentalità rigida e ferrea, ribellione che la cultura cinese non è mai stata abituata a vedere in maniera così esplicita.
Dietro ogni foto si cela un senso di inquietudine: questi giovani soggetti ritratti completamente nudi e in pose estremamente osé urlano silenziosamente contro un sistema che li osserva costantemente imponendo le sue norme.
Il fotografo stravolse totalmente le regole : dapprima spogliandoli dei loro abiti, ovvero dalle loro «maschere, ha poi messo i soggetti  in simbiosi tra loro tramite i propri corpi, «incastrati» quasi a formare un cubo di Rubik.
Il risultato è una composizione di forme armoniche, quasi fossero state destinate a stare insieme.

Ci sono poi dei ritratti di nudi sopra a degli alberi (visibili qui): l’associazione tra natura, fauna ed essere umano sembra risultare naturale quanto grottesca, impressionante a livello visivo, in quanto non ordinaria in un mondo industrializzato e votato alla produzione.
Probabilmente Ren Hang ha voluto comunicare, attraverso tali contenuti, la difficile convivenza tra esseri umani e tra uomo e natura e la difficile affermazione del proprio corpo in una società così posata; il modo più semplice per presentare tali tematiche è costituito dall’estremizzazione di ciò che non siamo abituati a vedere.

Immagine di copertina: credits: Inagblog.

Mi chiamo Giulia,ho 23 anni e studio all’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Mi piace il cinema,passeggiare e fotografare …
Sono una persona irrequieta ma sto iniziando a darmi una calmata.

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