Nois Project è il primo Tg che dà la parola ai migranti in Sardegna

Attualmente in Sardegna gli abitanti stranieri rappresentano il 3% della popolazione e il 6% delle attività economiche appartengono ad immigrati, secondo quanto riportato dall’agenzia statistica italiana Idos. Nel 2016, quasi novemila migranti sono sbarcati in Sardegna, fuggendo dai paesi del Nord Africa. Ciò che traspare dalle notizie dei giornali nazionali è, però, un quadro che alimenta il razzismo e la paura del diverso, soprattutto in seguito alla crisi migratoria del 2014. 

Nois reporter Abdellatif Yakoubou intervista Biagino Atzori, direttore del centro di accoglienza Sa Scrussura a Sini, Oristano.
Credits: Thomson Reuters Foundation/Claudio Accheri.

È per questo che, ad aprile del 2016, a Cagliari è nato Nois, un telegiornale prodotto con la collaborazione di Sardegna Teatro e dell’emittente locale Eja tv, pensato dai migranti per i migranti. Infatti a farne parte è uno staff multietnico (Libano, Russia, Ucraina, Senegal, Benin, Cina, India), coordinato da due giornalisti italiani. Lo scopo è quello di dare la parola ai migranti per permettere loro di raccontare in prima persona le proprie esperienze di vita in Italia, da immigrati. Inoltre Nois ha lo scopo di creare una rete informativa per coloro che arrivano in Sardegna, fornendo agli immigrati informazioni utili per l’integrazione nel territorio sardo, in quanto molto spesso coloro che giungono in Italia vi trovano una realtà molto diversa dalle loro aspettative. Come afferma infatti Kilap Gueye (giornalista di Nois), in un articolo su Reuters, sull’Italia (e l’Europa in generale) si è creato una sorta di mito dell’Eldorado, poiché coloro che emigrano raccontano alle famiglie e agli amici rimasti nei paesi di provenienza solo gli aspetti positivi, tralasciando spesso le sfide, le difficoltà e le discriminazioni che subiscono nella nuova patria. Nois serve appunto a ridare voce ai migranti, mostrando la loro vita di tutti i giorni in Sardegna e facendoli riappropriare della narrazione che li riguarda, usurpata dai media nazionali. In questo modo sono loro stessi a raccontarsi e a rendere partecipi i propri «compagni» di ciò che è necessario fare per riuscire ad integrarsi in Italia, lasciando trasparire sia le difficoltà ma anche le note positive di chi ce l’ha fatta. 

Questo progetto è il primo in Italia e uno dei pochi in Europa (esistono un’altra emittente in Austria e dei canali radio in Germania e Francia), e lascia intravedere un nuovo mezzo di comunicazione tra i migranti e tra migranti e popolazione locale, volto a favorire l’integrazione. L’utilizzo della televisione per un discorso concreto sull’immigrazione è un passo davvero importante, dato che spesso questo stesso media è utilizzato per diffondere odio e xenofobia. Nois è supportato dal Ministero della Cultura e del Turismo, ma Sardegna Teatro è in cerca di finanziatori per poter mantenere vivo il progetto. Noi ci auguriamo vivamente che un’idea così innovativa riesca a restare in piedi, e anzi che sia d’esempio per la nascita di emittenti gemelle, che diano voce a quelle persone che sono arrivate nel nostro paese e che vengono sempre raccontate dall’esterno, da noi, che le vediamo pur sempre come un qualcosa di diverso, mentre un cambio di prospettiva può risultare indispensabile per poter aprire la via all’integrazione.

Ho 23 anni e studio lettere moderne, il grande amore della mia vita sono i libri, credo che leggere sia indispensabile per formarsi un pensiero critico indipendente. Per questo ho deciso di far parte di Incipit. Scrivo anche per neun.it

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