Apre Love and Violence, mostra e incontri per riflettere su tale binomio

Domani 11 febbraio presso la Galleria Cavour di Padova aprirà al pubblico Love and Violence, mostra-evento ad ingresso libero che sarà visitabile fino al 2 aprile, dal martedì alla domenica.
Love and Violence è, innanzitutto, un’ importante mostra d’arte internazionale: le curatrici Barbara Codogno e Silvia Prelz hanno saputo riunire ventisette artisti, da alcune eccellenze locali fino ai vertici dell’arte internazionale (dall’Egitto al Giappone), per narrare questo binomio ossimorico e di certo distruttivo, con l’idea di fondo che, benché complesso, liberarsi da questo circolo vizioso fatto di amore (o di presunto amore) e violenza sia comunque possibile.
Gli artisti hanno dunque avuto la piena libertà di esprimere il tema secondo la propria sensibilità, individuando varie sfaccettature della violenza: non solo violenza contro le donne, quindi, anche se questo resta il nucleo centrale; ma violenza contro ogni essere umano, maschio o femmina che sia, adulto o bambino, con particolare attenzione verso le sue ricadute sociali e culturali.

Ecco quindi le storie vere (e lo sottolineiamo, vere) raccontate e in qualche modo esorcizzate e riscattate dall’arte di Marisa Merlin, che porta alla luce la vicenda di una donna scomparsa, o di Ketra, che con una particolare compresenza di stampe fotografiche e cuciture ricostruisce la via crucis di una giovane prostituta; in questo caso non si tratta semplicemente di arte di denuncia: l’arte restituisce dignità al corpo di una donna che è stata violentata e poi uccisa.

Ma non solo violenza contro le donne, si diceva, e non solo violenza carnale: Angelo Brugnera scolpisce su marmo un idolo che ormai è stato detronizzato, Jacek Scarso rifiuta gli stereotipi riguardanti l’idea dell’ «uomo perfetto» e l’impasse di quegli uomini che non aderiscono al modello imperante di «macho». 
C’è poi la dimensione spirituale e religiosa, affrontata sia da artisti italiani sia dalle opere dei quattro artisti giapponesi presenti all’esposizione, Tetsuo Harada, Shozo Michikawa, Ayumi Shigematsu e Shofu Yoshimoto, che si muovono tra scultura e calligrafia, tra astrazione ed estrema corporeità.
E se risultasse complesso cogliere il significato di alcune delle opere, niente paura: sarà messo a disposizione del pubblico un foglio di sala elettronico con approfondimenti sulle opere e sugli artisti, segno di un’attenzione alla digitalizzazione che ormai coinvolge non solo i grandi musei ma anche le gallerie locali come la Galleria Cavour.

Love and Violence non è tuttavia «solo» un’esposizione collettiva: sempre in questa galleria e sempre ad ingresso gratuito si terranno cinque conferenze e incontri, su temi come la violenza nel carcere di Abu Ghraib denunciata da Botero, le cui figure morbide e sinuose sembrerebbero molto lontane da un argomento simile; si procederà poi con una performance dell’artista Shofu Yoshimoto, esponente internazionale dell’arte calligrafica, e con degli approfondimenti sui traumi e le dissociazioni, sull’emancipazione della donna e sulla fotografia femminile, con un percorso che andrà da Francesca Woodman a Diane Arbus senza dimenticare artisti locali come Alessandra Toninello. 

La sfida, per le curatrici, stava proprio nella «necessità di parlare di violenza in modo serio, senza il gridato modaiolo» in un viaggio attraverso la complessità delle relazioni, con un preciso «atto politico: la scelta dell’amore. È con l’amore e con la bellezza che vogliamo rifondare il mondo».

E il proposito sembra realizzato in pieno: l’Arte plasma e veicola Bellezza, che può essere strumento (o potremmo dire nutrimento) per l’anima per disinnescare, fuggire o riscattarsi da situazioni di violenza, anche se sembra troppo tardi ‒ e anche se ormai non c’è proprio più via d’uscita. L’Arte, intesa come atto d’Amore, trionfa sulla Morte, rendendo eterna la vicenda delle vittime, dando loro nuovamente umanità (un volto, un nome, una personalità, una storia) e fungendo da monito per chi resta. Per tutte le altre persone, quindi, che possono ancora scegliere.

 


Love and Violence
Padova, Galleria Cavour, 11 febbraio – 2 aprile 2017
Orari 10-13, 15-19. Chiuso il lunedì. Ingresso libero.

Per maggiori informazioni e per il programma completo delle conferenze: pagina Facebook.

In copertina: banner con particolare dell’opera di Piera De Nicolao,”Condominium 1″, 2013-2016.

Ho 23 anni, sono una studentessa di Linguistica, credo nella parità tra esseri umani e nel valore fondante della Cultura e dell’Arte per la nostra società. Ho creato e dirigo Incipit, scrivo anche per lavocechestecca.com.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *