Incursioni: Tübingen, la «città dei dotti»

Tübingen, italianizzata in Tubinga, sorge alla confluenza dei fiumi Neckar ed Ammer, ad una trentina di chilometri a sud di Stoccarda: geograficamente è dunque compresa nello Stato del Baden-Württemberg, ma storicamente appartiene alla regione della Svevia. Dominato dall’alto dal castello Hohentübingen, di cui abbiamo notizie a partire dal 1078 e che attualmente ospita un’esposizione archeologica permanente e alcune sedi universitarie, il centro storico sorprende ogni visitatore con la sua bellezza; si deve pertanto ringraziare la sua buona sorte, che l’ha voluto fortunatamente pressoché intatto in seguito ai bombardamenti alleati. Ancora oggi la città raggiunge a malapena gli 80000 abitanti ma, facendo parlare i dati, emergono due fatti particolarmente significativi: l’età media (39 anni) è assai bassa per un Paese mittel-nordeuropeo e quasi un terzo della popolazione (circa 25000 persone quindi) è costituito da studenti universitari.

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Tübingen è infatti sede della Eberhard-Karls-Universität, una tra le più antiche in Germania, fondata nel 1477 da Eberardo V del Württemberg: la città porta con sé il nomignolo di «dotta» proprio in virtù della presenza di quest’importante polo d’istruzione e ricerca, che nei secoli ha visto transitare insigni personalità di tutti i campi del sapere, da importanti filosofi (Hegel, Bloch…) a Nobel per la chimica (Butenandt, Wittig…). Ancor oggi l’ateneo occupa una posizione di tutto rispetto a livello mondiale, soprattutto per Medicina, Filologia e Germanistica.

Una buona sinossi del centro storico si apre a chi s’attarda un minuto sull’Eberhardsbrücke, il ponte sul Neckar, a contemplare le vecchie case che s’affacciano direttamente sul fiume ed il viavai delle Stocherkahnen, barche a remi su cui gli studenti si divertono a motteggiare i gondolieri veneziani, ricordandosi sempre però di soffermare un attimo lo sguardo, in rispettoso silenzio, a quello che da torre della cinta muraria era divenuto il retro della casa del falegname Ernst Zimmer, conosciuto per aver dato ospitalità al poeta folle per antonomasia: Friedrich Hölderlin giunse a Tübingen ormai in preda alla schizofrenia ed abitò nella «torre», ora a lui dedicata, per ben 36 anni, sino alla morte.

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Non è difficile credere che una città così legata alla propria università basi di conseguenza la propria economia su essa e su tutte le attività a questa collegate; se ancora qualcuno oserà chiedervi che senso abbia investire sulla cultura, vi limiterete a mostrargli il centro storico di Tübingen: un susseguirsi di librerie moderne e antiquarie, tedesche e internazionali, negozi di strumenti musicali, artisti di strada o chiusi nei propri atelier, mostre d’arte, spettacoli e concerti per tutte le età, offerte sempre nuove e mai banali per i (moltissimi) giovani che a tutte le ore affollano le strette strade della «città delle scienze». Vedendo e considerando tutto questo, si fa ancora meno fatica a prestar fede al sondaggio del settimanale Der Spiegel che, come  già negli anni ’90, pone Tübingen in cima alla classifica delle città tedesche con la qualità di vita migliore.

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Alberto Mantovani

Ho 18 anni, studio Lettere Antiche, gioco a rugby e suono il basso…ci fosse qualcosa che riesca a fare bene! Credo in Incipit almeno quanto le sue direttrici. Scrivo anche su metallized.it.

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