Incursioni: Acireale, tra mito e realtà

Acireale è un comune situato sulla costa orientale della Sicilia, in provincia di Catania.

Fondata ai tempi della Magna Grecia si narra che la città sia scenario del mitologico amore tra il pastore Aci e la ninfa marina Galatea. il mito racconta che tutte le notti Aci raggiungeva la spiaggia e aspettava con ansia l’arrivo della sua amata dal mare. Purtroppo, però, anche il ciclope Polifemo era innamorato di Galatea e quando viene a conoscenza della storia dei due giovani amanti, in preda alla gelosia, uccide Aci scagliandoli addosso un masso. Allora Galatea, sconvolta, invoca Giove, padre di tutti gli dei, affinché faccia giustizia. Così Polifemo viene trasformato nell’Etna, da cui per la sua ira, ancora oggi fa fuoriuscire lava e sassi incandescenti; mentre Aci viene tramutato nell’omonimo corso d’acqua che, scorrendo per la vallata ai piedi del vulcano, si riversa nel mare Ionio incontrando finalmente la sua amata Galatea. il corso del fiume, martoriato dalle colate laviche dell’Etna, subisce diverse deviazioni che nel corso dei secoli danno origine alle diverse Aci: Acireale, Acitrezza, Aci S. Antonio e Filippo, Acicastello, etc.

Credits: Wikipedia
Credits: Wikipedia

La storia e la cultura di Acireale sono molto legate a questo mito, infatti lo troviamo rappresentato nel suo stemma: sul Mar Ionio si erge il castello di Aci dal quale sventola una bandiera di colore rosso crociata e retta da un leone rampante e coronato; sul cielo sono rappresentate le lettere A.G. (Aci e Galatea).
Inoltre questo mito viene rappresentato anche attraverso una statua di Aci e Galatea anche all’interno della Villa Belvedere (rappresentata nella foto di copertina); questa statua, ricavata da un gesso preservato nella biblioteca e
pinacoteca Zelantea, è opera del locale scultore Anastasi.

La villa Belvedere è il più grande giardino pubblico della città ed è famosa e
molto frequentata per il magnifico panorama che si può osservare affacciandosi dal suo balcone in fondo al viale principale: nelle giornate più limpide, infatti, è possibile vedere alla propria sinistra Messina e Reggio Calabra, mentre alla propria destra è visibile Siracusa. Proprio per la possibilità di godersi questo paesaggio entusiasmante deriva il nome della villa Belvedere, che le viene assegnato già nel 1848, anno in cui fu costruita.

L’impianto urbanistico di Acireale è sicuramente quello tipo delle città tardo-medievali della Sicilia; ma dopo il violentissimo terremoto del 1693, che danneggia gravemente la città, i ceti più elevati danno inizio ad una rapida ricostruzione dei palazzi. Acireale si arricchisce così di eleganti chiese, palazzi e strade che la caratterizzano per lo stile barocco. I più importanti architetti del ‘700 e dell’800 contribuiscono alla ricostruzione della città, non solo per quel che riguarda gli edifici monumentali, ma anche la piccola edilizia, come portoni, ingressi, ornamenti, colonne. Lo stile barocco di queste opere è riconoscibile ancora oggi nelle facciate e nelle decorazioni che si vedono passeggiando per il centro storico.

Oltre ad un’affascinante profilo storico, Acireale è famosa per la sua componente naturalistica: i paesaggi che si possono vedere, la particolare flora e fauna, e, soprattutto, gli scogli che finiscono a strapiombo sul mare e che lasciano senza fiato.
La «Timpa» è un promontorio di circa 80 metri a ridosso della costa di Acireale, è caratterizzata da rocce di origine vulcanica gradinate che risalgono a 7 colate laviche differenti e da una ricca vegetazione. Nel 1999 la vegetazione della Timpa diventa «Riserva naturale orientata».

Molto particolare per gli amanti della natura è la strada delle «Chiazzette», scavata nella roccia lavica, è il più importante percorso pedonale che attraversa la Riserva naturale della Timpa. Si snoda a gradoni a serpentina con sette rampe lastricate; da ogni tornate è possibile ammirare il paesaggio naturale e incontaminato della Timpa, mentre piano piano ci si avvicina al mare. Questa passeggiata collega Acireale con il porticciolo di Santa Maria la Scala, affrontando un dislivello di oltre 120 metri; quando fu costruita questa strada, tra il 1687 e il 1695, era l’unica via di collegamento tra la città e il borgo marino di Santa Maria la Scala.

 

Elena Molinari

Ho 22 anni, studio Lettere e insegno ginnastica ritmica. Amo i romanzi, la musica e la danza in ogni sua forma. Credo nella libertà di espressione e per questo mi piace collaborare ad un blog come Incipit.

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