Incursioni: Heidelberg e il pensiero romantico

Heidelberg sorge sulle rive del Neckar, nel Baden-Württemberg, prima che il suddetto fiume confluisca nel Reno a Mannheim, una ventina di chilometri più a nord: si è spesso soliti dire che Heidelberg si trova «a nord di Stoccarda ma a sud di Francoforte», anche se questa è una spiegazione semplificata della sua collocazione geografica, usata da chi spiega (o almeno tenta di spiegare) la sua ubicazione. Molti dei quartieri da cui è composta attualmente risalgono ai villaggi dei Franchi stanziati in queste zone nel lontano VI secolo. Di fatto, la città vera e propria cominciò ad essere costruita nel XIII secolo, di pari passo con i lavori del primo impianto di quella che ancor oggi è una delle maggiori attrazioni di Heidelberg, se non la più importante: il suo castello, pervaso in ogni momento della giornata, se non più in generale in ogni momento della sua storia, di una certa carica che non saprei definire altrimenti che «romantica», nel vero e proprio senso che diamo ad un aggettivo che ha fatto la storia di gran parte della cultura europea di XIX secolo.

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Basti pensare, a questo proposito, che il castello, ridotto a poco più di un cumulo di macerie dopo le devastazioni risalenti alla Guerra dei Trent’Anni operate dalle truppe di Luigi XIV, non fu mai restaurato per restituirgli il suo aspetto precedente ai suddetti danni (o, comunque, solamente poche e limitate sezioni di esso hanno ricevuto interventi) ed ancor oggi ciò che si può visitare è perlopiù costituito dalle sopracitate macerie, secondo il «sentimento della rovina» tipico della poetica romantica. Questo non vuol dire, tuttavia, che si salga al castello (andando a piedi o prendendo la suggestiva funicolare) solo per vedere massi: ad attendere i visitatori v’è anche la famosa Große Fass (Grande Botte), celebrata da svariati e anche famosi autori, da Heine a Verne, da Melville a Hugo. All’epoca della sua costruzione, nel 1751, essa poteva contenere oltre 221mila litri di vino: i secoli le hanno fatto perdere un paio di migliaia di litri di capacità, ma si suppone che si possa ancora ritenere una quantità accettabile.

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Principalmente la città deve la sua fama alle numerose industrie situate attorno ad essa, ma ancor di più alla propria università, la più antica dell’intera Germania, la Ruprecht-Karls-Universität, fondata nel 1386 da Roberto I del Palatinato: ciò è dimostrato dal fatto che oltre 30mila su circa 140mila abitanti sono studenti universitari e, di questi, una fetta considerevole è  costituita da studenti stranieri o comunque non-tedeschi; tra i banchi di quest’università hanno prima studiato e poi insegnato, tra gli altri, professori del calibro di Hegel e Jaspers, mentre l’Academic Ranking of World Universities piazza quest’università al quarantasettesimo posto al mondo, la prima tedesca in classifica. Per secoli l’Università è rimasta divisa in quattro facoltà (teologia, diritto, medicina e filosofia) e solo a partire dalla fine dell’Ottocento, attraverso vari aggiustamenti e passaggi intermedi, si è giunti alle dodici facoltà attuali.

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Altri luoghi di notevole interesse sono l’Alte Brücke (Ponte Vecchio), uno dei più antichi in Germania (fatto saltare dalle truppe tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale e poi ricostruito nel 1947) e la Heiliggeistkirche (Chiesa dello Spirito Santo), il cui profilo tardogotico svetta e domina tutto il centro storico a partire dalla Marktplatz (Piazza del Mercato), in mezzo alla quale è posta. La chiesa fu il primo luogo adibito alla conservazione della Bibliotheca Palatina, per il fatto di avere un’illuminazione sufficiente alla lettura; durante la Guerra dei Trent’Anni Massimiliano I di Baviera se ne impadronì e la presentò a Papa Gregorio XV, che trasferì a Roma la quasi totalità dei preziosissimi codici in essa contenuti; due secoli più tardi tra le clausole del Congresso di Vienna si legge  la restituzione alla città di Heidelberg dei manoscritti in tedesco, mentre i restanti, perlopiù in latino ed in greco, sono ancora conservati nella Biblioteca Vaticana. La chiesa ha anche la particolarità di essere stata in passato l’edificio di culto sia di protestanti che di cattolici, anche contemporaneamente: era infatti presente un divisorio che separava i due differenti riti e solo dal 1936 il suddetto è stato rimosso, rendendo la chiesa interamente e solamente protestante.

Alberto Mantovani

Ho 18 anni, studio Lettere Antiche, gioco a rugby e suono il basso…ci fosse qualcosa che riesca a fare bene! Credo in Incipit almeno quanto le sue direttrici. Scrivo anche su metallized.it.

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