H-Maps, la guida nella «selva oscura» della malattia.

Sappiamo tutti come funziona un raffreddore: starnuti, naso chiuso con conseguente pronuncia di «m» e «n» in un’indistinta «b», eventuale mal di testa o mal di gola e, dopo qualche giorno, si sta meglio. Un raffreddore, nulla di che. Ma purtroppo non ci sono solo raffreddori. L’iniziativa H-Maps nasce da Laura Rossi, studentessa di tecniche di radiologia che d’un tratto si trova dall’altra parte della scrivania, da aspirante medico a paziente in cura per il Linfoma di Hodgkin. Questa patologia, oltre ad essere rara, prevede anche una terapia lunga e difficile, una strada sconosciuta che pone mille domande a chi deve percorrerla: dalle cose più banali a quelle più serie, il cammino è reso ben più complicato proprio perché non si sa dove si sta andando. Ma se invece non fosse così? Se ci fosse una guida che ti porta passo passo verso la successiva tappa della cura? Se ci fosse una mappa ad indicare la via?

È questa la storia -da una bozza su un foglio A4 al crowdfunding, passando per una chiacchierata tra compagni di linfoma- di un rivoluzionario progetto per assistere i pazienti mantenendo fisso il punto di arrivo (la guarigione!) in modo facile e diretto. H-Maps prevede infatti una intuitiva mappa infografica su smartphone costituita dalla successione cronologica degli step terapeutici, oltre che da utilissimi consigli pratici e logistici per non sentirsi persi nella «selva oscura» della malattia.

H-MapsH-Maps, come dice la presentazione stessa, è il Virgilio dei soggetti affetti da particolari patologie (i campi di applicazione infatti possono essere moltissimi, non solo il Linfoma di Hodgkin), ai quali offre spiegazioni in parole semplici e grafiche chiare. L’accessibilità è la chiave di questo progetto, tanto che al supporto digitale, app per iOs e Android, si affianca anche il buon vecchio supporto cartaceo per gli utenti non digitalizzati. Il vantaggio ovviamente è soprattutto per i pazienti  più giovani, tra i 20 e i 35 anni, molto colpiti dalla patologia: lo scopo aggiuntivo della mappa è quindi racchiudere e confrontare gli effetti collaterali delle terapie e l’impatto dei trattamenti in termini di energia e qualità per aiutare, dunque, anche lo sviluppo nella ricerca.

Tuttavia, questo innovativo strumento, che si prenderebbe cura del paziente a 360° unendo logistica, iter terapeutico e conforto psicologico, ha bisogno di un po’ di aiuto per diventare realtà. Grazie all’associazione ARCI Liguria, alla collaborazione con la Clinica Universitaria Ematologica dell’Ospedale San Martino di Genova diretta dal Prof. Marco Gobbi, al prezioso contributo del dottor Filippo Ballerini e da un magnifico team di promozione (video e sito web sono curati al dettaglio e indubbiamente molto belli, persino divertenti) è stato possibile aprire il crowdfunging su WithYouWeDo con l’obiettivo di raccogliere 40.000€ in 120 giorni. Contribuire è perciò importantissimo e per molte persone farebbe davvero una grande differenza. Può essere difficile immedesimarsi in loro mentre è fin troppo facile cadere nell’indifferenza; l’invito è dunque di provare ad immaginare, al prossimo raffreddore, cosa si proverebbe se non si sapesse cosa stia accadendo: se non si sapesse che in pochi giorni passerà, che è meglio stare al caldo, che una caramella balsamica può dare sollievo… H-Maps offre una via e non è solo Hospital o Health, bensì Help, Hope, Healing e Happiness.

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Fotogramma dal video di presentazione del progetto.

Si spera che, dopo una prima fase locale a Genova, H-Maps decolli e arrivi in altre regioni, in altri reparti, per altre patologie e trattamenti terapeutici. Certo, forse sarà un’opinione di parte visto che chi scrive condivide -seppure solo in parte- la situazione di Laura, ma ciò è un motivo in più per credere a queste parole; c’è bisogno di supporto, facile e diretto, e c’è la tecnologia per darlo. Non resta che donare e renderlo realtà.

Immagini e video tratti da H-Maps.

22enne che studia Lettere Moderne, crede nella libertà, detesta limiti e pregiudizi e cerca di avere uno sguardo il più ampio possibile. Cinema, arte (tutta), letteratura e musica fanno per me, ma come meri oggetti di contemplazione.
Spero di condividere l’importanza della cultura contribuendo ad Incipit.

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