Incursioni: Fiera di Primiero, patria di Luigi Negrelli

Dalla sempre trafficata strada che attraversa Bassano del Grappa, importante centro ai piedi delle Prealpi Venete, a 35 km circa a nord-ovest di Vicenza, in non più di un’ora e mezza di macchina si giunge a San Martino di Castrozza, stazione turistica resa celebre dalle omonime Pale, che con i loro oltre 240 km² costituiscono il gruppo più esteso delle Dolomiti. Meta frequentata sia d’inverno, dagli sciatori, che d’estate, dagli escursionisti, attrae migliaia di visitatori ogni anno: prima di giungervi, si deve passare per la stretta gola dello Schenèr, che mette in comunicazione la Valsugana con una splendida valle, appena sottostante a San Martino: la Valle di Primiero, solcata dal torrente Cismòn, principale tributario del fiume Brenta.

Il paese più importante, sia nella storia della Valle che oggigiorno, è paradossalmente anche il più piccolo: con 0,15 km², infatti, Fiera di Primiero è il secondo più piccolo comune italiano per superficie, o almeno, lo è stato fino al 1° gennaio 2016, quando è ufficialmente entrato in vigore l’accorpamento di Fiera e di altri tre comuni della Valle (Siror, Tonadico e Transaqua) con San Martino nel comune sparso di Primiero San Martino di Castrozza, che ha tuttora sede a Fiera, a conferma dello status privilegiato acquisito negli anni dalla municipalità, soprattutto a scapito della vicina Tonadico, a partire dal Quattrocento. Sotto il dominio asburgico fin dal 1373, nel 1401 la Valle divenne feudo dei principi Welsperg, che stabilirono una delle loro residenze proprio nel centro abitato costruito attorno al mercato (e per questo motivo detto Fiera) dai canopi: con questo nome vennero indicati i minatori tirolesi giunti in quel luogo per lavorare nelle numerose miniere di rame, argento e ferro dei dintorni.

Al XV secolo risalgono gli edifici più antichi ed interessanti dal punto di vista storico e culturale: la Chiesa arcipretale, dedicata alla Madonna dell’Assunta, presenta attualmente una struttura tipica del gotico tirolese, essendo stata consacrata nel 1495, ma recenti scavi hanno portato alla luce resti che fanno pensare ad una basilica paleocristiana risalente addirittura al VI secolo. Poco lontano sorgono altri due edifici tra i più antichi di Fiera: la chiesetta di San Martino dell’XI secolo, ora utilizzata come battistero ed il Palazzo delle Miniere, fatto erigere sempre nel medesimo periodo dal duca Sigismondo d’Austria, celebre soprattutto per l’aspra contesa con Niccolò Cusano, affinché vi risiedesse il Bergrichter, ovvero il giudice minerario. Ora esso ospita il Centro di documentazione della storia e cultura materiale di Primiero (CDSCMP), con varie mostre, sia permanenti che temporanee, nonché buona parte dei documenti pervenutici riguardo alla vita ed all’operato di colui che senz’ombra di dubbio è tuttora il cittadino più famoso a cui Fiera di Primiero abbia dato i natali.

Targa
Targa commemorativa di Luigi Negrelli. Foto dell’autore.

Il 20 aprile 1799 nacque infatti, come ricorda la targa commemorativa, nella casa attualmente sita al civico 3 di via Marconi, Luigi Negrelli, l’ingegnere il cui progetto si rivelò il migliore ai fini della realizzazione del Canale di Suez che, con il taglio dell’omonimo istmo, permette tuttora una comunicazione diretta tra Mar Mediterraneo e Mar Rosso: un’opera grandiosa, che solo un eminente ingegno avrebbe potuto concepire nella maniera più adatta ed efficace; all’esimio ingegnere è dedicata anche la prima piazza visibile a chi entra in paese da Sud, sulla SS50, in mezzo alla quale è stata altresì posta una statua, peraltro piuttosto somigliante all’aspetto dell’illustre cittadino.

Alla data dell’ultimo censimento, ossia circa un anno fa, Fiera di Primiero contava 471 anime, ma, in alta stagione, tale numero giunge anche a triplicarsi, se non di più: la sua non eccessiva altitudine (750 m. s.l.m.) ne determina il clima ideale, intermedio tra quello di San Martino a Nord e quello della Valsugana a Sud e la sua altrettanto ideale collocazione, pressoché in mezzo alla valle, la rende una meta ambitissima per chi conosce bene quelle zone e non si fionda subito sulle piste da sci di San Martino, né indugia troppo nei caseifici di Imèr e Mezzàno, i primi paesi che accolgono chi arriva in questa magica valle a cui non manca nulla: storia e gastronomia, sport e cultura s’intrecciano inevitabilmente in una trama che non può che far innamorare chi vi fa visita per la prima volta e, perché no, anche colui che, come chi scrive, vi si reca da una vita.

Alberto Mantovani

Ho 18 anni, studio Lettere Antiche, gioco a rugby e suono il basso…ci fosse qualcosa che riesca a fare bene! Credo in Incipit almeno quanto le sue direttrici. Scrivo anche su metallized.it.

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