Incursioni: Savona, città della ceramica

La lavorazione della ceramica nel Ponente ligure ha origini medievali: nasce attorno al 1150 a Savona, poi si sposta anche nella vicina Albisola e a Genova. La condizione necessaria per la fioritura di quest’arte è data dalla presenza di bacini di argilla, estratta ancora oggi nel solo territorio di Savona in ben due cave. Nel corso dei secoli la lavorazione della ceramica si perfeziona, producendo manufatti raffinati venduti in Francia e in Piemonte; l’età aurea per quest’arte si ha tra il Cinquecento e il Seicento, quando cominciano ad essere prodotte le ceramiche smaltate, chiamate maioliche.
Oggi questa lunga tradizione rivive nelle opere di alcuni artisti che lavorano a Savona, come Ylli Plaka, artista di nascita albanese, diplomatosi a Tirana in ceramica e scultura e poi trasferitosi in Italia; negli ultimi anni, le sue opere hanno conosciuto un crescente interesse sia da parte del pubblico sia da parte della critica attraverso un’attenta programmazione espositiva, in Liguria ma anche in numerose rassegne nazionali e internazionali. 

Un'opera di Ylli Plaka in fase di realizzazione.
Un’opera di Ylli Plaka in fase di realizzazione. Foto dell’autrice.

È sempre suggestivo entrare nel laboratorio di un artista: si ha l’illusione di poterne carpire i segreti, anche se spesso non si può far altro che restare a guardare, affascinati. In quello di Plaka ci sono altri artisti al lavoro, una grande attenzione per la spiritualità (campeggiano alcune foto di Madre Teresa), delle citazioni d’autore su pannelli; nel complesso, un grande silenzio. Colpiscono i lavori raffiguranti animali, dalle civette ai gatti, le sculture quasi grezze sulla donna come madre, le sue originali «eclissi».
Siamo riusciti a fotografare un’opera in fieri, per poi andare a far visita ad un’altra artista, senza la quale non avremmo conosciuto Plaka, Luciana Bertorelli: pittrice fin dalla tenera età, dopo l’Accademia ha aperto uno studio a Genova, per poi arrivare a Savona. «Dipingo da sempre» dice, «da bambina andavo in giro a dipingere soggetti dal vero, ora dipingo soggetti che provengono dall’intimo, prediligendo una tecnica fortemente materica, attraverso l’assemblaggio di vari materiali che mi avvicinano naturalmente alla scultura».
E infatti nel suo studio, SpazioGaia, si possono osservare sia tele a tecnica mista, sia le sue Pangee, sia alcune ceramiche raku. Queste ultime due categorie di opere meritano una spiegazione: le prime sono delle sculture modellate a mano nella terra refrattaria, colorate con ossidi e cotte ad alte temperature. Rappresentano la Donna, sentita nelle diverse sfaccettature della Terra Madre: ed ecco quindi la Pangea Flora, la Pangea Aria, la Pangea Rossa… Per approfondirne i significati potete consultare questo articolo del blog dell’artista.

Il guscio della memoria. Raku con Natività. Dal sito ufficiale di Luciana Bertorelli.
Il guscio della memoria. Raku con Natività. Dal sito ufficiale di Luciana Bertorelli.

La lavorazione delle ceramiche raku ha origini orientali ed è molto complessa: in breve, il pezzo in argilla refrattaria bianca, dopo esser stato modellato, è cotto una prima volta a 950-1000 °C; successivamente avviene la decorazione con ossidi e smalti, poi viene effettuata la seconda cottura, la «cottura raku» appunto, la quale prevede che il manufatto subisca un forte shock termico: estratto ancora incandescente, è posto a raffreddare in acqua o all’aria. Se ne ottengono opere particolari, molto quotate e ricercate; e quelle di Luciana non fanno eccezione.
Alcuni dei suoi lavori possono essere ammirati nella splendida cornice del Castello di Monastero Bormida, che ora ospita, fino al 26 giugno, la mostra d’arte contemporanea «Hic et Nunc», organizzata dall’associazione QUIARTE e comprendente una sessantina di opere di pittori, scultori ceramisti e ceramisti provenienti dalla Liguria, dal Basso Piemonte e dalla Sicilia.

Ma è lo stesso comune di Savona che da qualche anno sta cercando di rivalutare l’arte locale: nel 2015 è stato inaugurato il Museo della Ceramica, che ha già ospitato oltre 25 mila visitatori e ha cominciato ad affermarsi anche a livello internazionale, poiché è stato selezionato per #52museums, un progetto sui social media che ha coinvolto solo un’altra realtà italiana e circa 80 musei di tutto il mondo. Non solo: ogni anno, a Savona, Albisola Superiore, Albissola Marina e Genova si tiene il Festival internazionale della Maiolica, giunto quest’anno alla sua undicesima edizione.
Ma Savona ospita anche, nella storica sede della Fortezza del Priàmar, il Museo archeologico cittadino, che ospita annualmente dal 1968 il Convegno Internazionale della Ceramica; gli atti di tale convegno costituiscono uno dei più importanti strumenti a livello europeo per gli studi sulla ceramica. 

L’immagine iniziale raffigurante la Fortezza del Priamar è di Basilico – Opera propria, CC BY-SA 3.0.

Ho 23 anni, sono una studentessa di Linguistica, credo nella parità tra esseri umani e nel valore fondante della Cultura e dell’Arte per la nostra società. Ho creato e dirigo Incipit, scrivo anche per lavocechestecca.com.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *